Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani vennero accusati nel luglio 1988 di essere responsabili di un omicidio avvenuto 16 anni prima, nel 1972. A quel tempo essi avevano partecipato del movimento Lotta Continua, una delle più popolari formazioni nate dopo le contestazioni del "68, di cui Sofri era il maggior esponente e che si sciolse nel 1976. Nel 1988, Leonardo Marino, anch'egli ex militante di LC, raccontò ai giudici di essere stato una delle due persone che sedici anni prima avevano ucciso il commissario di polizia Luigi Calabresi davanti alla sua casa di Milano. Marino disse che a sparare al commissario era stato Ovidio Bompressi e che i due avevano ricevuto l'ordine di compiere l'omicidio da Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani. I tre vennero arrestati e poi scarcerati in attesa del processo e si dichiararono del tutto estranei all'accusa. La storia raccontata da Marino, alla prova di fatti e confronti, cadde da subito tra moltissime contraddizioni, incongruenze, smentite e rettifiche, la più plateale delle quali riguardò l'unico dato che riguardava Pietrostefani. Al processo, iniziato nel 1990, emerse poi casualmente che Marino aveva intrattenuto colloqui notturni e non verbalizzati con i carabinieri, molti giorni prima della sua presunta "spontanea" confessione. Il processo si concluse con le condanne a 11 anni per Marino e a 22 anni per le persone che aveva accusato, malgrado nessuna prova si fosse aggiunta al suo racconto.
Da allora si sono susseguiti otto processi, con esiti contraddittori. Le Sezioni Unite della Cassazione, nel 1992, hanno annullato le condanne, chiedendo che si trovassero dei riscontri seri alla versione di marino, o che si assolvessero gli imputati. Un processo d'appello, nel 1993, ha assolto tutti gli imputati, non credendo a Marino nemmeno per quel che accusava se stesso. Ma un giudice che aveva votato contro l'assoluzione ha stilato le motivazioni della sentenza in modo incongruo per ottenerne l'annullamento, cosa che è avvenuta. Di un altro processo, nel 1996, sono emerse gravi pressioni e abusi del presidente della corte per ottenere la condanna degli imputati. Abusi sanciti da un'indagine della procura di Brescia, ma che non sono stati sanzionati in alcun modo.
Nel gennaio del 1997 Sofri, Bompressi e Pietrostefani hanno subito una condanna definitiva e sono entrati in carcere a Pisa. Marino ha avuto il reato prescritto senza scontare un giorno di carcere. I tre si sono consegnati al carcere, Pietrostefani addirittura tornando da Parigi dove lavorava. Per altri due anni e mezzo la loro difesa si è battuta per ottenere la revisione del processo, portando nuove e clamorose prove della falsità dell'accusa. La revisione è stata accettata nell'agosto 1999 e i tre scarcerati, dopo due anni e sette mesi. Bompressi era libero da pochi mesi per l'aggravamento della sua salute dovuto alla detenzione.
Al processo di revisione, svoltosi a Venezia tra la fine del 1999 e l'inizio del 2000, è stato dimostrato definitivamente il torbido percorso della "confessione" di Marino, nonché l'estraneità di Bompressi, e la fallacia dei sostegni delle sentenze di condanna. Ciò malgrado, i giudici veneziani hanno ritenuto di riconfermare le condanne, nello stupore di chi aveva seguito il processo e hanno ordinato il ritorno in carcere dei tre, ventotto anni dopo i fatti contestati.
Soprattutto in questi quattro anni la mobilitazione e le proteste contro questa incosciente ingiustizia sono cresciute e si sono diffuse. Da queste pagine, a cui potete scrivere e mandare il vostro sostegno o i vostri dubbi, noi cerchiamo di dare ogni elemento per capire chi sono i buoni e chi i cattivi, per raccontare quello che succede, i processi, le iniziative, gli interventi, la detenzione.

Le foto sono di Claudio Olivato, Tano D'Amico, Enrico Mangano, Maki Galimberti.

 

 



LE DEPOSIZIONI DI ADRIANO SOFRI E GLI ALTRI MATERIALI VIDEO DEL PROCESSO DI VENEZIA SONO VISIBILI SUL SITO DI

19 settembre 2003
Radio Radicale ha messo online uno sul caso Sofri, piuttosto ben fatto

29 settembre 2002
Un forum sul caso Sofri è stato aperto su Yahoo
I migliori casinĂ² online sicuri a newcasinosites.org

13 settembre 2002
Martedi 17 settembre
alle ore 21, a Cavriglia (Arezzo) Giardino Ardenza (di
fronte al Municipio) ed in caso di pioggia al teatro Comunale, verrà
presentato il libro di Adriano Sofri Altri Hotel.
interverranno Tom Benettollo, Enrico Deaglio, Paolo Hendel, Sergio Staino,
Antonio Tabucchi.

4 settembre 2002
ARCI NAZIONALE
ARCI MANTOVA

POESIE PER LA GRAZIA A SOFRI BOMPRESSI E PIETROSTEFANI

A Mantova, nel corso di Festivalletteratura, l'iniziativa dell'Arci

immagina se questo
un giorno questo
un bel giorno
immagina
se un giorno
un bel giorno questo
cessasse
immagina

Mille manifesti e diecimila volantini con questa poesia di Samuel Beckett verranno distribuiti dall'Arci a Mantova nel corso di Festivalletteratura.
Contenuto dell'iniziativa è la richiesta al Presidente Ciampi della grazia per Sofri, Bompressi e Pietrostefani.
Abbiamo scelto la poesia di Beckett per l'evocazione di speranza e di futuro che suscita. Un messaggio di civiltà che viene non a caso da una città come Mantova, il cui Consiglio Comunale ha approvato un ordine del giorno favorevole alla grazia (e così si sono espressi molti altri enti locali).
L'iniziativa verrà presentata in una conferenza stampa che si terrà giovedì 5 settembre alle ore 11.00, presso la Sala del Consiglio Comunale di Mantova e a cui parteciperanno Gianfranco Burchiellaro, sindaco di Mantova, Tom Benetollo, presidente nazionale Arci, Fausto Bertoncini, responsabile Arci della campagna LiberiLiberi, Mattia Palazzi, presidente Arci di Mantova.
E' prevista una testimonianza di Luca Sofri.

11 agosto 2002
su "Altri Hotel" (dal Corriere della Sera)

2 agosto 2002
Giornalisti a confronto sul caso Sofri

CAPALBIO - Caso Sofri, domenica 4 alle 19,30 nel «salotto» estivo di piazza Magenta a Capalbio. Il giornalista Mattia Feltri (nella foto), autore del libro «Il prigioniero» ed il figlio di Adriano Sofri, Luca, proporranno la vicenda dell'ex leader di Lotta Continua. Al dibattito interveranno anche il giornalista del Corriere della Sera, Michele Brambilla e del direttore di Radio 24, Giancarlo Santalmassi.

1 agosto
Tanti auguri Adriano
(dal Tirreno)

13 luglio 2002
su Altri Hotel (da Panorama).

10 luglio 2002
È uscito "Altri Hotel" di Adriano Sofri (Mondadori). ne parla Il Nuovo.

1 luglio 2002
DIGIUNO IN TUTTA ITALIA PER SOFRI E BOMPRESSI PIÙ DI 1300 LE ADESIONI, TRA CUI DON CIOTTI, LERNER, FERRARA

ROMA, 1 LUG - Saranno in più di 1300 a digiunare, mercoledì 3 luglio, per chiedere un provvedimento di clemenza nei confronti di Adriano Sofri e Ovidio Bompressi.
Dopo 2661 giorni di digiuno a staffetta, l'iniziativa voluta da Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia e da Silvio Di Francia, capogruppo dei Verdi al Comune di Roma, arriva ad una svolta con una giornata nazionale. L'obiettivo e' quello di testimoniare la continuità nel tempo e nello spazio di questa catena di solidarietà, che vede impegnate molte personalità della politica e del mondo della cultura.
Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele, il filosofo Gennaro Sasso, il sindacalista Claudio Sabattini, gli scrittori Antonio Tabucchi e Lidia Ravera, i giornalisti Gad Lerner e Giuliano Ferrara, i parlamentari Giovanna Melandri, Ermete Realacci, Maura Cossutta, sono solo alcune delle persone che parteciperanno al digiuno.
Ma saranno moltissime, oltre al digiuno, le iniziative pubbliche organizzate. Sit-in, incontri con i sindaci nelle oltre 170 città che hanno aderito all'appello per la clemenza lanciato dal sindaco di Roma Walter Veltroni, e dibattiti.
La giornata si concluderà in serata con una manifestazione dibattito a Roma in piazza S.Maria in Trastevere, cui parteciperanno Fabio Fazio, Gaetano Pecorella, presidente della Commissione Giustizia della Camera, l'autore del libro "Il Prigioniero" Mattia Feltri, Luigi Manconi, Ermete Realacci, Franco Corleone e Silvio Di Francia.

10 maggio 2002
È uscito il libro di Mattia Feltri "Il prigioniero: breve storia di Adriano Sofri" (Rizzoli).

21 marzo
Adriano Sofri e il suo libro "De l'optimisme" al salone del libro di Parigi e su LeMonde.fr.

7 marzo
Il Caso Sofri sul Wall Street Journal
Umberto Bossi sulla grazia ad Adriano Sofri: ".

27 febbraio 2002
Sono 37 i sindaci che si sono associati alla richiesta di grazia formulata da Walter Veltroni
Tra di loro figurano i primi cittadini di Reggio Emilia, Salerno, Pesaro, Mantova, Terni, Brescia, Pordenone e Perugia.

La segreteria Nazionale di Legambiente aderisce al digiuno contro l'oblio.
"Aderiamo all'iniziativa contro l'oblio e la rassegnazione per Ovidio Bompressi, perchè abbiamo temuto per la sua salute e per la sua vita e per Adriano Sofri perchè possa tornare a raccontarci, libero, il passaggio delle balene..."
La Segreteria Nazionale di Legambiente: Alberto Fiorillo, Massimo Serafini, Fabio Renzi, Giuliano Ventura.
La Direzione Nazionale di Legambiente: Francesco Paolo Salcuni, Marzia Fiordaliso, Luca Gallarano, Luciano Ventura, Maurizio Picca.
La Presidente Legambiente Umbria, Vanessa Pallucchi.
Il Presidente di Legambiente Emilia Romagna Luigi Rambelli.

26 febbraio 2002
Dalla Gazzetta di Reggio
Sofri-Bompressi, il sindaco aderisce all'appello

Anche il sindaco di Reggio, Antonella Spaggiari, ha aderito all'appello di Veltroni affiché venga esaminata la richiesta di grazia per Sofri e Bompressi: il primo è in carcere e si è sempre professato innocente per l'omicidio dell'ispettore Calabresi, mentre il secondo per gravi motivi di salute ha lasciato giovedì scorso il carcere di Pisa.
Oltre al sindaco di Reggio hanno raccolto l'appello i sindaci di Napoli, Torino, Genova, Bari, Cagliari, Pisa, Venezia e Salerno, ma anche l'intera segreteria nazionale della Fiom. In parallelo è iniziato il digiuno a staffetta: Gad Lerner e Lidia Ravera sono stati i primi e digiuneranno per tutta la settimana.
Dal Gazzettino
PORDENONE. Il sindaco Sergio Bolzonello ha firmato un documento, proposto dal primo cittadino di Roma Veltroni e sottoscritto da altri sindaci di città italiane, nel quale si chiede la grazia per Adriano Sofri e Ovidio Bompressi. «Nel rispetto del dolore della famiglia Calabresi - si legge nell'appello - che ha dato dimostrazione di grande umanità non opponendosi a un eventuale atto di clemenza, riteniamo ci siano le condizioni per un passo sereno come quello della grazia». Una mozione per la richiesta di grazia a favore di Bompressi è stata proposta anche da Mario Puiatti e firmata da 20 consiglieri regionali di tutti i gruppi politici.
Dalla Nuova Sardegna
CAGLIARI. Anche il sindaco di Cagliari, Emilio Floris, ha aderito all'appello del sindaco di Roma, Valter Veltroni, perchè venga esaminata la richiesta di grazia per Adriano Sofri e Ovidio Bompressi. Oltre a Floris hanno aderito, sino a questo momento, anche i sindaci di Napoli, Genova, Torino, Bari, Pisa, Venezia, Salerno e Reggio Emilia. Anche l'intera segreteria nazionale della Fiom, da Claudio Sabattini a Giorgio Cremaschi, ha comunicato l'adesione all'iniziativa.
Ieri, intanto, è iniziato lo sciopero della fame a staffetta di Gad Lerner e Lidia Ravera, che insieme a Mimmo Pinto e Andrea Priolo digiuneranno per tutta la settimana. Lo annunciano Silvio Di Francia e Franco Corleone che stanno coordinando l'iniziativa. "Sino ad oggi - spiegano - i'digiunanti' sono 127, mentre si contano 177 adesioni di donne e uomini che hanno dato la propria disponibilità a digiunare nelle prossime settimane".

25 febbraio 2002
Noi, sindaci di alcune delle principali città italiane, desideriamo sottolineare la situazione in cui si trovano Adriano Sofri e Ovidio Bompressi, per il quale è stato giustamente adottato un provvedimento di sospensione della pena.
Non vogliamo entrare nel merito della lunga vicenda giudiziaria che ha portato alla condanna di Bompressi, Pietrostefani e Sofri. Una sentenza ormai definitiva, che va rispettata da chiunque si riconosca in uno Stato di diritto e abbia fiducia nel lavoro della magistratura, rende lontano il tempo delle divisioni tra sostenitori della loro innocenza o della loro colpevolezza.
Rimangono sempre validi e attuali, invece, i principi della Costituzione e del nostro ordinamento giuridico, là dove si afferma che lo scopo di una condanna non può essere la mera punizione, che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
In questa vicenda, si avverte quante cose siano cambiate nel nostro Paese rispetto a trent'anni fa. L'Italia di oggi non è più quella di allora. E non sono le stesse di allora le persone di oggi, per le quali non c'è opera di rieducazione che la pena e la detenzione debbano compiere. In particolare, Adriano Sofri è un uomo che ha dato e continua dare ampie prove di uno spessore intellettuale e di una coscienza civile che rendono contraddittoria una detenzione che rischia di essere una condanna definitiva.
Nel rispetto per il dolore della famiglia Calabresi che, ancora una volta, ha dato dimostrazione di grande umanità non opponendosi a un'eventuale atto di clemenza, per tutto questo riteniamo ci siano le condizioni, oggi, per un passo sereno come quello della grazia, per un passo significativo lungo la via dell'unità civile e morale del Paese.

Walter Veltroni ­ Sindaco di Roma, Leonardo Domenici ­ Sindaco di Firenze, Paolo Fontanelli ­ Sindaco di Pisa, Simeone Di Cagno Abbrescia ­ Sindaco di Bari, Rosa Russo Iervolino ­ Sindaco di Napoli, Paolo Costa ­ Sindaco di Venezia, Beppe Pericu Sindaco di Genova, Sergio Chiamparino ­ Sindaco di Torino, Emilio Floris ­ Sindaco di Cagliari, Fabio Sturani ­ Sindaco di Ancona, Antonella Spaggiari ­ Sindaco di Reggio Emilia, Oriano Giovannelli ­ Sindaco di Pesaro, Mario De Biase ­ Sindaco di Salerno, Fabrizio Mattei ­ Sindaco di Prato,Gianfranco Burchiellaro ­ Sindaco di Mantova, Paolo Corsini ­ Sindaco di Brescia, Paolo Raffaelli ­ Sindaco di Terni, Sergio Bolzonello ­ Sindaco di Pordenone, Marco Marcucci ­ Sindaco di Viareggio, Maurizio Cenni ­ Sindaco di Siena, Renato Locchi ­ Sindaco di Perugia, Enzo Brogi ­ Sindaco di Cavriglia (AR), Aldo Bacchiocchi ­ Sindaco di S. Lazzaro (BO), Alessandro Branz ­ Vicesindaco di Sanzeno (TN), Aldo Cittadini ­ Sindaco di Cantalupo in Sabina (RI), Cesare Carnaroli ­ Sindaco di Fano (AN), Sergio Scaramal ­ Sindaco di Cossato (BI), Carmine Russo ­ Sindaco di Candida (AV) , Giovanni Andreazzoli ­ Sindaco di Airasca (TO), Tommaso Cotronei ­ Sindaco di Montescudaio (PI),Sergio Bitetti ­ Sindaco di San Nicola (LE), Roberto Caielli ­ Sindaco di Sesto Calende (VA), Francesco Fortunato ­Sindaco di Castrovillari (CS), Samuele Biondi ­ Sindaco di Grottazolina (AP)
Per le adesioni i Sindaci possono rivolgersi ai numeri 06-67103898/99

23 febbraio 2002
Da Repubblica Bari
"Nessuna grazia per Sofri". Ma la sinistra plaude La firma di Di Cagno Abbrescia per l'ex leader di Lotta continua rovescia il gioco delle parti e An bacchetta il sindaco
Diavolo di un Sofri. Basta pronunciarne il nome, per riaprire ferite mai rimarginate e riaccendere polemiche mai sopite. Così, la scelta del sindaco di Bari, Simone Di Cagno Abbrescia, di firmare la richiesta di grazia per l'ex leader di Lotta continua, promossa dal primo cittadino di Roma, il diessino Walter Veltroni, scatena l'ira della destra pugliese e il plauso della sinistra. Per una volta, il gioco delle parti si rovescia: se An "bacchetta" il suo sindaco, i Ds, che solitamente ne sono i principali detrattori, gli riconoscono il coraggio delle proprie scelte.
Non tutta la destra, a dire il vero, punta il dito contro Di Cagno Abbrescia. Gianni Mastrangelo, commissario provinciale di An, per esempio, fa sapere di rispettare quella che, a suo giudizio, «è una scelta individuale e di coscienza e non un fatto politico». Tutto il contrario di Salvatore Tatarella, segretario regionale di An, che anche dopo aver letto e riletto le dichiarazioni del sindaco stenta a credere ai propri occhi. «È una scelta che non condivido affatto perché sono per la certezza del diritto - taglia corto - . Se uno è stato condannato, è giusto che sconti la pena. Peraltro, Adriano Sofri è una persona di incommensurabile arroganza, che continua a rifiutarsi di chiedere la grazia. Si prenda almeno il fastidio di chiederla».
Dalla Gazzetta di Mantova
Lo sciopero della fame 'a staffetta' coinvolgerà anche altri politici mantovani
Sofri e Bompressi, digiuna anche Banzi

Allo sciopero della fame «a staffetta» a favore della grazia per Adriano Sofri e Ovidio Bompressi, il primo ancora in carcere, aderisce anche una ventina di mantovani. Oggi e domani digiuneranno l'assessore provinciale Fausto Banzi (Prc) e il consigliere comunale Ds, Roberto Lorenzoni.
Da lunedì passeranno il testimone ad altri personaggi tra cui Matteo Gaddi, capogruppo di Rifondazione in Comune a Mantova, il poeta Ivano Ferrari e Sosi Baratta, moglie dell'intellettuale Gino Baratta.

22 febbraio 2002
Cossiga chiede la grazia
Roma 
Francesco Cossiga sollecita il Capo dello Stato e il ministro Castelli a concedere la grazia a Ovidio Bompressi e rinnova la sua richiesta di analogo passo nei confronti di Adriano Sofri. «Mi unisco ai colleghi senatori Boco e Cortiana e a chi ha preso analoga iniziativa - dice Cossiga - nel chiedere al presidente della Repubblica e al ministro della Giustizia la concessione della grazia a Ovidio Bompressi, così come rinnovo la richiesta, a suo tempo da me pubblicamente formulata, per la concessione della grazia a Adriano Sofri». «Nel far questo - aggiunge Cossiga - ribadisco la mia commossa ammirazione per il Commissario di PS Luigi Calabresi, integerrimo servitore dello Stato che, per aver combattuto nel rispetto delle leggi e con spirito di leltà il terrorismo, fu vilmente assassinato. Rinnovo la mia solidarietà alla sua cara vedova e ai suoi cari figli».
- Per Bobo Craxi, che nei giorni scorsi era stato nel carcere di Pisa perb incontrare Sofri, «la scarcerazione di Bompressi per ragioni umanitarie dovrebe indurre a decisioni impegnative e significative per chiudere un capitolo della nostra storia, concedendo la grazia ad Adriano Sofri e spingendo per un provvedimento di generale indulto».
- «Non posso non esprimere il mio rammarico sul fatto che il provvedimento, sicuramente positivo, arrivi così tardi, e cioè dopo il terzo episodio di ischemia». Così il diessino Luigi Berlinguer. «Certamente il ritardo ha nociuto - aggiunge Berlinguer - alla salute. Perché si è dovuto attendere tanto, visto che i segni dell'aggravamento erano palesi? Mi auguro che su tutta la vicenda il comportamento futuro sia improntato a ragioni di maggiore umanità e saggezza».
- «Eravamo stati facili profeti nel prevedere una conclusione drammatica per la nuova carcerazione di Ovidio Bompressi». Lo hanno dichiarato Franco Corleone e Silvio di Francia per la campagna «Un digiuno contro l'oblio». «Ciò è puntualmente accaduto anche se con conseguenze più gravi e pericolose di quanto noi stessi temessimo. Siamo ancora preoccupati per lo stato fisico di Ovidio Bompressi. Fin d'ora proclamiamo che questa scarcerazione non può significare né la sospensione della procedura d'esame della richiesta di grazia, tanto meno solo una pausa per un futuro reingresso in carcere. Per quanto ci riguarda il digiuno continua».

21 febbraio 2002
Ovidio Bompressi scarcerato
e ricoverato nell'ospedale di Massa

11 febbraio 2002
Maurizio Baruffi
, consigliere comunale di Milano, aderisce da oggi al "Digiuno contro l'oblìo" promosso da Franco Corleone. Per aderire e avere informazioni, peradrianosofri@libero.it e 06 67102423.

7 febbraio 2002
Il Consiglio comunale di Massa approva un ordine del giorno in cui si chiede di "scongiurare il pericolo di vita in cui il nostro concittadino Ovidio bompressi si trova e sollecitare l'accoglimento della domanda di grazia".

5 febbraio 2002
"Il viaggiatore Adriano Sofri"
di Mattia Feltri, quarta e ultima puntata.

2 febbraio 2002
"Il viaggiatore Adriano Sofri"
di Mattia Feltri, terza puntata.

30 gennaio 2002
Ovidio Bompressi viene arrestato nella sua casa di Massa e portato in carcere a Pisa.
"Il viaggiatore Adriano Sofri"
di Mattia Feltri, dal Foglio. "Il prigioniero Adriano Sofri" era stato pubblicato le scorse settimane.

29 gennaio 2002
Ovidio Bompressi dovrà tornare in carcere
GENOVA
- Il tribunale di sorveglianza di Genova ha respinto oggi l'istanza di Ovidio Bompressi per la sospensione dell'esecuzione della pena. Bompressi, condannato a 22 anni per l'omicidio del commissario Calabresi insieme ad Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani, dovrà quindi rientrare in carcere. L'avvocato Ezio Menzione ha annunciato che il suo assistito si presenterà domani al penitenziario di Pisa. Bompressi era stato scarcerato il 22 marzo del 2000 per gravi motivi di salute.

27 gennaio 2002
Il digiuno di Corleone, dal Manifesto

19 dicembre 2001
Che dire? Buon natale e felice anno nuovo. Tenete duro.

14 settembre 2001
Il documentario "Il giudice e lo storico" tratto dal libro di Carlo Ginzburg sarà proiettato nei prossimi giorni a Roma, Milano, Torino e Napoli.
Milano, 15 settembre, Cinema de Amicis
Roma, 18 settembre, Politecnico
Torino, 21, 22 e 23 settembre, Museo Nazionale del Cinema
Napoli, 25 settembre, Multicinema Modernissimo

5 settembre 2001
Sono online gli archivi della rubrica "Piccola Posta" di Adriano Sofri - pubblicata ogni giorno sul Foglio. Qui c'è tutto il 1999. Nei prossimi giorni saranno disponibili gli anni successivi.

2 settembre 2001
Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il documentario "Il giudice e lo storico" tratto dal libro di Carlo Ginzburg. L'articolo di su Repubblica e al regista.

8 agosto 2001
"Ho ritenuto inopportuno in un momento come questo, in cui le forze dell'ordine sono criminalizzate in modo indiscriminato per quanto accaduto nel corso del G8, proporre la grazia per chi è stato giudicato colpevole, dopo ben sette gradi di giudizio, di concorso in omicidio ai danni di un commissario di polizia". Il ministro Castelli rifiuta di inoltrare al presidente Ciampi la domanda di grazia di Ovidio Bompressi.

30 maggio 2001
Il rapporto annuale di Amnesty International "fa delle severe critiche alla vicenda di Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompresi, ex membri di Lotta Continua condannati per l'omicidio del commissario Calabresi". Da Repubblica.It.

12 maggio 2001
Due articoli di Adriano Sofri sulla vigilia delle elezioni. Uno, per la Berliner Zeitung, è tradotto dal Foglio. L'altro esce su Repubblica.

5 maggio 2001
e "L'incroyable affaire Sofri". Libération e Le Monde tornano sulla detenzione di Adriano Sofri. Dall'Economist, ancora niente.

3 maggio 2001
L'associazione Auberge de l'Europe ha tenuto un convegno su "L'Affaire Sofri" al castello di Ferney-Voltaire. Alcuni materiali sono .

Tutte le notizie dei mesi precedenti



Dall'archivio

Le rubriche
Le scorse annate delle rubriche: Adriano Sofri tiene una Piccola Posta quotidiana sul Foglio, e una rubrica settimanale su Panorama, .
Ovidio Bompressi ha risposto alle lettere in alcune rubriche sul Manifesto.

L'inchiesta di Brescia
Dopo l'archiviazione della denuncia di Sofri nei confronti del giudice Pincioni, anche il giudice Della Torre, che ha condannato Sofri, Bompressi e Pietrostefani, è stato indagato per aver abusato dei suoi poteri per ottenere la condanna di Sofri, Bompressi e Pietrostefani. Malgrado le testimonianze dei giurati popolari contro di lui, il Pm Salamone ha presentato richiesta di archiviazione. Il gip dopo l'atto di opposizione di Sofri, ha disposto bruscamente l'archiviazione del procedimento.
Il professor Guarnieri ne spiega i paradossi.
I giornali
Dopo l'arresto, le interviste ad Adriano Sofri su Oggi e su Repubblica.
Un pezzo di Enrico Deaglio ha ricostruito le falle delle indagini. Adriana Zarri è intervenuta su Avvenimenti criticando un articolo dell'Osservatore Romano. Il Corriere della Sera ha ospitato un intervento di Adriano Celentano, mentre la mobilitazione dei comitati Liberi Liberi è stata raccontata da Giuseppe D'Avanzo su Repubblica. Da Panorama è tratto un articolo di Luca Sofri, Cosa ci faceva mio padre a Sarajevo. Anche Nikola Krstic racconta Adriano Sofri a Sarajevo in La coscienza dell'umanità.

Una maggiore rassegna stampa si può trovare qui. e nelle pagine dei mesi scorsi.

Gli atti processuali sul web
Il testo completo della sentenza di Cassazione che ha condannato Sofri, Bompressi e Pietrostefani, e il commento di Adriano Sofri sulle sue falle.
La sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione che smontò l'apparato accusatorio. La sentenza di primo grado del 1990.
Gli atti dell'inchiesta della procura di Brescia sul giudice Della Torre, nel numero speciale di Una Città, Condannati Così.

Ancora
I libri online Le prigioni degli altri e Si allontanarono alla spicciolata (le carte riservate di polizia su Lotta Continua).


Sui processi e le sentenze
Cinque giuristi, Ferrajoli, Gallo, Guarnieri, Palombarini e Pisapia hanno analizzato e commentato la sentenza di condanna di gennaio 1997.
Adriano Sofri aveva commentato la sentenza del giudice Della Torre in un Promemoria per una condanna.

Liberi Liberi
Le foto della manifestazione del 15 febbraio 1997 a Pisa sono qui.