Presentato al Senato un disegno di legge:

Libertà condizionale dopo 20 anni dal reato

Caso Sofri: si cerca la strada parlamentare

Anna Lisa Usai
Repubblica.It


"Il condannato alla reclusione può essere ammesso alla liberazione condizionale quando siano trascorsi più di 20 anni dal fatto per il quale è stato condannato, sempre che in libertà, ovvero durante il tempo di esecuzione della pena, abbia tenuto un comportamento tale da far ritenere insussistente il pericolo che commetta altri reati".

Un disegno di legge in un unico articolo, estensione del già esistente 176 del codice penale, potrebbe portare Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani ed Ovidio Bompressi fuori dal carcere in libertà condizionale. La legge è stata presentata oggi al Senato da alcuni esponenti dell'Ulivo - Ersilia Salvato, Luigi Manconi e Cesare Salvi - e risponde in qualche modo alla "richiesta di intervento" da parte del Parlamento avanzata dal Presidente della Repubblica nella sua lettera dei giorni scorsi.

Lo ha sottolineato Ersilia Salvato, per la quale, "in ogni caso", il caso Sofri "è solo l'occasione per rafforzare un principio penale che deve essere caro a tutti i parlamentari: la pena non solo come espiazione, ma soprattutto come reinserimento e riscatto morale del condannato".

"Introduciamo il principio di un'ulteriore umanizzazione della pena", ha spiegato il senatore Salvatore Senese, della Sinistra democratica. Senese, assieme ai colleghi di Palazzo Madama, ha verificato quali altri detenuti potrebbero essere interessati alla nuova norma. Tra questi potrebbe esserci anche Eric Priebke, condannato per l'eccidio delle Fosse Ardeatine. Un nome che suscita scandalo solo a nominarlo, ma, come ha spiegato Senase, "anche per gli stessi rappresentanti delle comunità ebraiche era importante il significato morale della condanna, più che la carcerazione fisica del condannato".

Sul disegno di legge è arrivato puntale il giudizio negativo di Alleanza nazionale e di alcuni esponenti politici di area cattolica. "Non condividiamo questa legge", ha detto Gianfranco Fini, "anzi, la contrasteremo quando inizierà il suo iter parlamentare". E Ombretta Fumagalli Carulli, presidente del gruppo di Rinnovamento Italiano, ha definito la norma "ritagliata su misura sulla situazione giuridica di Sofri". Molto violenta la critica di Carlo Giovanardi, presidente dei deputati del Ccd: "Basterà farla franca per venti anni e godersi in pace i frutti di efferati delitti", ha commentato il deputato, "magari in casa di lusso con maggiordomo".

Lo stesso disegno di legge verrà presentato nei prossimi giorni anche alla Camera. Lo ha annunciato l'onorevole Paissan, per il quale "il progetto introduce nel nostro ordinamento un principio di civiltà". E anche il segretario del Pds Massimo D'Alema ha parlato oggi del caso Sofri e della necessità di un provvedimento che "senza togliere nulla alla gravità di quanto è accaduto, possa intervenire per ridurre il peso afflittivo della pena". D'Alema ha espresso i suoi dubbi sulla vicenda Sofri: "E' una vicenda che presenta lati oscuri e che si è aperta tanti anni dopo la sentenza, quando è anche più difficile capire come siano andate realmente le cose".

Nel carcere di Pisa prosegue intanto lo sciopero della fame di Sofri, Pietrostefani e Bompressi. I tre detenuti sono stati visitati oggi dal portavoce dei Verdi Luigi Manconi, che ha confermato la loro fiducia nella richiesta di revisione del processo. "Se il loro caso venisse affrontato secondo il codice e come un ordinario problema giudiziario", ha detto Manconi, "l'esito potrebbe essere solo uno, l'accoglimento dell'istanza di revisione e l'assoluzione".