Sullo spettacolo di Dario Fo

Luca Sofri: aiuta i ragazzi a capire meglio la realtà

Ranieri Polese, Corriere della Sera, 17 marzo 1998


MILANO - "C'era un rischio nell'operazione teatrale di Dario Fo - ci dice Luca Sofri, 32 anni, figlio dell'ex leader di Lotta Continua -: che il pubblico non riuscisse bene a distinguere i paradossi della commedia dai paradossi reali dell'intera vicenda processuale. Mi sembra che Fo abbia evitato benissimo questo pericolo, senza togliere divertimento alla pièce, e senza alterare gli atti dei processi. Lo stesso Fo lo dice: per scrivere frasi così, che sembrano battute, uno pensa che ci vuole un grandissimo comico, e invece no: tutta roba vera".

Ieri sera, Luca Sofri era al Nazionale, tra gli spettatori della prima di "Marino libero! Marino è innocente". Dal luglio '88, quando suo padre fu arrestato con Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani in seguito alla confessione di Leonardo Marino, Luca e suo fratello Nicola seguono la tortuosa storia del processo per l'assassinio del commissario Calabresi. Che si è conclusa, nel '97, con la conferma in Cassazione della condanna a 22 anni di carcere per i tre ex di Lc.

Domani, ci sarà la risposta alla domanda di revisione del processo. "Abbiamo sviluppato un'abitudine all'attesa: stiamo passando questi momenti facendo le cose che abbiamo fatto nell'ultimo anno. La questione non è nelle nostre mani, né nella nostra capacità di gestione". Ma intanto, uno spettacolo come questo, cosa può dare alla gente? "Può far capire delle cose in più, far risaltare le contraddizioni. Ai giovani, soprattutto, che hanno curiosità ma non possiedono grandi informazioni. Quello di Fo è un lavoro che, a modo suo, serve alla conoscenza storica, come fanno certi film, per esempio "J.F.K.". Nasce da una ricerca scrupolosa, attenta fino all'inverosimile. E in più, ma trattandosi di Fo sembra superfluo dirlo, regala grande divertimento".

Tra le gag Luca Sofri cita l'elenco recitato da Fo delle cose che c'erano nella macchina che servì per l'attentato e che Marino non si ricorda di avere visto. "Dentro c'erano una torcia, un ombrello, delle riviste, delle carte geografiche e addirittura sette palle da tennis. Trovata da commedia? No, è tutto scritto negli atti".