L'ex leader di Lotta Continua parla dal carcere di Pisa

"Continuiamo lo sciopero della fame"

Sofri: non abbiamo perso fiducia
"I legali stanno facendo un ottimo lavoro, la revisione del processo è possibile"

Antonio De Florio
Il Messaggero, 31 ottobre 1997


Sono colpevoli o non lo sono? Una sentenza della cassazione, sia pur dopo tante decisioni contraddittorie, ha detto di sì, ma il dubbio ti accompagna fin dentro al carcere Don Bosco di Pisa, dove Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani(condannati come mandanti dell'omicidio del commissario Calabresi) e Ovidio Bompressi(come esecutore) sono detenuti da nove mesi. Il ministero di Grazia e giustizia ha autorizzato l'incontro con tutti e tre, ma solo Sofri e Pietrostefani si presentano in sala-colloqui. "Non c'è nessun mistero Bompressi - attacca Sofri, che risponderà a tutte le domande mentre Pietrostefani dirà poche parole - Ovidio non ama parlare con i giornalisti e io gli ho detto di non venire...".

Il pubblico ministero Pomarici nel primo processo ha raccontato che Bompressi dinanzi alla ricostruzione di Marino, il quale l'accusava di essere il killer, scoppiò in lacrime e chiese qualche giorno per rifletterci... "Sono indegne puttanate che Pomarici si è permesso di dire sia pur non in forma così esplicita. Il pm non avendo argomenti da impiegare usò solo argomenti di questo genere, cioè sue sensazioni di pelle. Tutta la nostra vicenda è disseminata di queste situazioni. Consideri che in primo grado il presidente della Corte d'assise era stato designato come procuratore aggiunto dello stesso ufficio inquirente che ci accusava. Ebbene dopo la nostra condanna quel magistrato passò alla procura. Oggi si fa un gran parlare di separazione della carriera dei giudici. Il nostro caso dovrebbe far riflettere".

Ma Marino, accusandosi e accusandovi, ha rischiato undici anni di carcere e al momento della confessione non poteva prevedere che la lungaggine dei processi avrebbe fatto scattare per lui la prescrizione. Perché ce l'ha avuto tanto con voi? "Marino non ha rischiato niente. Gente come Pomarici diceva che Marino sarebbe stato l'unico a pagare: noi no, perché troppo potenti e noti. Ora siamo noi a pagare con il carcere, Marino invece è stato pagato. L'ho sempre sostenuto, ma nessuno mi ha mai denunciato".

Scalfaro ha detto no alla grazia, l'indulto se dovesse passare non vi riguarderebbe perché non siete considerati terroristi, la revisione del processo dovrebbe essere accolta dalla stessa Corte d'appello di Milano che vi ha condannato. E' come passare attraverso la cruna di un ago... "Dalla cruna dell'ago con i miracoli passano anche i cammelli, ma non è così. Ieri mi sono incontrato con il nostro avvocato che sta facendo un ottimo lavoro. Se i giudici saranno coscienziosi e sereni gli elementi per la revisione del processo ci sono eccome".

Sospenderete lo sciopero della fame? "Non lo so".

E' l'unica arma che vi resta? "E' l'unica non arma".