FO
Alla ricerca
dell'innocenza
Ieri a Firenze il premio Nobel ha presentato in anteprima il suo
nuovo spettacolo sul processo Sofri
Francesco Matteini , La Stampa, 17 gennaio 1998
Con certosina meticolosità Fo ha cercato di ricostruire il percorso
fatto dall'auto dei killer di Calabresi per smontare la tesi dell'accusa,
un obiettivo per il quale, quando lo spettacolo sarà ultimato nel
suo allestimento definitivo, saranno utilizzate alcune automobiline radiocomandate
che sfrecceranno sul palcoscenico secondo una precisa scenografia. In scena
ci saranno anche molte sagome che raffigurano i protagonisti di questa vicenda:
i tre condannati, i magistrati che hanno condotto le indagini, i poliziotti
e i carabinieri che hanno avuto un ruolo nell'inchiesta. Marino sarà
invece una specie di pupazzo ventriloquo (a voler dimostrare che ha parlato
un po' per bocca di tutti i suoi manovratori) che siederà sulle ginocchia
di uno dei giudici. Lo spettacolo, o meglio questo "assaggio"
di spettacolo, è filato via per due ore senza intoppi, tra un applauso,
una risata, un rimprovero ai troppi telefonini in sala e molti bicchieri
d'acqua per rischiarare la voce dell'attore. Soprattutto dopo una performance
da primato, con un sarcastico autodialogo di tre minuti netti, quasi senza
riprendere fiato, con il quale Fo ha voluto rappresentare in quale modo
paradossale sarebbe potuto avvenire il colloquio cardine dell'accusa (quello
tra Marino e Sofri a Pisa dopo la manifestazione di protesta per l'uccisione
dell'anarchico Franco Serantini) nel quale l'allora leader di Lotta continua
avrebbe convinto il suo compagno a uccidere il commissario Calabresi. Solo
un botta e risposta a un ritmo incomprensibile avrebbe potuto contenere,
nei soli tre minuti di colloquio fra Sofri e Marino, tutti i dettagli di
un'operazione così spregiudicata. Lo spettacolo, ha ammesso lo stesso
Fo, si ricollega idealmente ad un altro famoso spettacolo di controinformazione
messo in piedi circa un quarto di secolo fa sul caso Pinelli: "Morte
accidentale di un anarchico". In quel caso, come in questo, la ricetta
per affermare le proprie convinzioni è una sapiente miscela di grottesco
e tragedia.