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Adriano Sofri,
Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani vennero accusati nel
luglio 1988 di essere responsabili di un omicidio avvenuto 16
anni prima, nel 1972. A quel tempo essi avevano partecipato del
movimento Lotta Continua, una delle più popolari formazioni
nate dopo le contestazioni del "68, di cui Sofri era il
maggior esponente e che si sciolse nel 1976. Nel 1988, Leonardo
Marino, anch'egli ex militante di LC, raccontò ai giudici
di essere stato una delle due persone che sedici anni prima avevano
ucciso il commissario di polizia Luigi Calabresi davanti alla
sua casa di Milano. Marino disse che a sparare al commissario
era stato Ovidio Bompressi e che i due avevano ricevuto l'ordine
di compiere l'omicidio da Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani.
I tre vennero arrestati e poi scarcerati in attesa del processo
e si dichiararono del tutto estranei all'accusa. La storia raccontata
da Marino, alla prova di fatti e confronti, cadde da subito tra
moltissime contraddizioni, incongruenze, smentite e rettifiche,
la più plateale delle quali riguardò l'unico dato
che riguardava Pietrostefani. Al processo, iniziato nel 1990,
emerse poi casualmente che Marino aveva intrattenuto colloqui
notturni e non verbalizzati con i carabinieri, molti giorni prima
della sua presunta "spontanea" confessione. Il processo
si concluse con le condanne a 11 anni per Marino e a 22 anni
per le persone che aveva accusato, malgrado nessuna prova si
fosse aggiunta al suo racconto.
Da allora si sono susseguiti otto processi, con esiti contraddittori.
Le Sezioni Unite della Cassazione, nel 1992, hanno annullato
le condanne, chiedendo che si trovassero dei riscontri seri alla
versione di marino, o che si assolvessero gli imputati. Un processo
d'appello, nel 1993, ha assolto tutti gli imputati, non credendo
a Marino nemmeno per quel che accusava se stesso. Ma un giudice
che aveva votato contro l'assoluzione ha stilato le motivazioni
della sentenza in modo incongruo per ottenerne l'annullamento,
cosa che è avvenuta. Di un altro processo, nel 1996, sono
emerse gravi pressioni e abusi del presidente della corte per
ottenere la condanna degli imputati. Abusi sanciti da un'indagine
della procura di Brescia, ma che non sono stati sanzionati in
alcun modo.
Nel gennaio del 1997 Sofri, Bompressi e Pietrostefani hanno subito
una condanna definitiva e sono entrati in carcere a Pisa. Marino
ha avuto il reato prescritto senza scontare un giorno di carcere.
I tre si sono consegnati al carcere, Pietrostefani addirittura
tornando da Parigi dove lavorava. Per altri due anni e mezzo
la loro difesa si è battuta per ottenere la revisione
del processo, portando nuove e clamorose prove della falsità
dell'accusa. La revisione è stata accettata nell'agosto
1999 e i tre scarcerati, dopo due anni e sette mesi. Bompressi
era libero da pochi mesi per l'aggravamento della sua salute
dovuto alla detenzione.
Al processo di revisione, svoltosi a Venezia tra la fine del
1999 e l'inizio del 2000, è stato dimostrato definitivamente
il torbido percorso della "confessione" di Marino,
nonché l'estraneità di Bompressi, e la fallacia
dei sostegni delle sentenze di condanna. Ciò malgrado,
i giudici veneziani hanno ritenuto di riconfermare le condanne,
nello stupore di chi aveva seguito il processo e hanno ordinato
il ritorno in carcere dei tre, ventotto anni dopo i fatti contestati.
Soprattutto in questi quattro anni la mobilitazione e le proteste
contro questa incosciente ingiustizia sono cresciute e si sono
diffuse. Da queste pagine, a cui potete scrivere e mandare il
vostro sostegno o i vostri dubbi, noi cerchiamo di dare ogni
elemento per capire chi sono i buoni e chi i cattivi, per raccontare
quello che succede, i processi, le iniziative, gli interventi,
la detenzione.
Le foto sono di Claudio Olivato,
Tano D'Amico, Enrico Mangano, Maki Galimberti.

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LE DEPOSIZIONI DI
ADRIANO SOFRI E GLI ALTRI MATERIALI VIDEO DEL PROCESSO DI VENEZIA
SONO VISIBILI SUL SITO DI RADIO
RADICALE
19 settembre 2003
Radio Radicale ha messo online uno speciale sul caso Sofri, piuttosto ben fatto
29 settembre 2002
Un forum
sul caso Sofri è stato aperto su Yahoo
13 settembre 2002
Martedi 17 settembre
alle ore 21, a Cavriglia (Arezzo) Giardino Ardenza (di
fronte al Municipio) ed in caso di pioggia al teatro Comunale,
verrà
presentato il libro di Adriano Sofri Altri Hotel.
interverranno Tom Benettollo, Enrico Deaglio, Paolo Hendel,
Sergio Staino,
Antonio Tabucchi.
4
settembre 2002
ARCI NAZIONALE
ARCI MANTOVA
POESIE PER LA GRAZIA A SOFRI
BOMPRESSI E PIETROSTEFANI
A Mantova, nel corso di
Festivalletteratura, l'iniziativa dell'Arci
immagina se questo
un giorno questo
un bel giorno
immagina
se un giorno
un bel giorno questo
cessasse
immagina
Mille manifesti e diecimila
volantini con questa poesia di Samuel Beckett verranno distribuiti
dall'Arci a Mantova nel corso di Festivalletteratura.
Contenuto dell'iniziativa è la richiesta al Presidente
Ciampi della grazia per Sofri, Bompressi e Pietrostefani.
Abbiamo scelto la poesia di Beckett per l'evocazione di
speranza e di futuro che suscita. Un messaggio di civiltà
che viene non a caso da una città come Mantova, il cui
Consiglio Comunale ha approvato un ordine del giorno favorevole
alla grazia (e così si sono espressi molti altri enti
locali).
L'iniziativa verrà presentata in una conferenza stampa
che si terrà giovedì 5 settembre alle ore 11.00,
presso la Sala del Consiglio Comunale di Mantova e a cui parteciperanno
Gianfranco Burchiellaro, sindaco di Mantova, Tom Benetollo, presidente
nazionale Arci, Fausto Bertoncini, responsabile Arci della campagna
LiberiLiberi, Mattia Palazzi, presidente Arci di Mantova.
E' prevista una testimonianza di Luca Sofri.
11 agosto 2002
Gian
Antonio Stella
su "Altri Hotel" (dal Corriere della Sera)
2 agosto 2002
Giornalisti a confronto sul caso Sofri
CAPALBIO - Caso Sofri, domenica 4 alle 19,30 nel «salotto»
estivo di piazza Magenta a Capalbio. Il giornalista Mattia Feltri
(nella foto), autore del libro «Il prigioniero» ed
il figlio di Adriano Sofri, Luca, proporranno la vicenda dell'ex
leader di Lotta Continua. Al dibattito interveranno anche il
giornalista del Corriere della Sera, Michele Brambilla e del
direttore di Radio 24, Giancarlo Santalmassi.
1 agosto
Tanti
auguri Adriano
(dal Tirreno)
13 luglio 2002
Giuliano
Ferrara su Altri
Hotel (da Panorama).
10 luglio 2002
È uscito "Altri Hotel" di Adriano Sofri (Mondadori). Qui
ne parla Il Nuovo.
1 luglio 2002
DIGIUNO IN TUTTA ITALIA PER SOFRI E BOMPRESSI PIÙ DI 1300
LE ADESIONI, TRA CUI DON CIOTTI, LERNER, FERRARA
ROMA, 1 LUG - Saranno in più di 1300 a digiunare, mercoledì
3 luglio, per chiedere un provvedimento di clemenza nei confronti
di Adriano Sofri e Ovidio Bompressi.
Dopo 2661 giorni di digiuno a staffetta, l'iniziativa voluta
da Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia e da Silvio
Di Francia, capogruppo dei Verdi al Comune di Roma, arriva ad
una svolta con una giornata nazionale. L'obiettivo e' quello
di testimoniare la continuità nel tempo e nello spazio
di questa catena di solidarietà, che vede impegnate molte
personalità della politica e del mondo della cultura.
Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele, il filosofo Gennaro
Sasso, il sindacalista Claudio Sabattini, gli scrittori Antonio
Tabucchi e Lidia Ravera, i giornalisti Gad Lerner e Giuliano
Ferrara, i parlamentari Giovanna Melandri, Ermete Realacci, Maura
Cossutta, sono solo alcune delle persone che parteciperanno al
digiuno.
Ma saranno moltissime, oltre al digiuno, le iniziative pubbliche
organizzate. Sit-in, incontri con i sindaci nelle oltre 170 città
che hanno aderito all'appello per la clemenza lanciato dal sindaco
di Roma Walter Veltroni, e dibattiti.
La giornata si concluderà in serata con una manifestazione
dibattito a Roma in piazza S.Maria in Trastevere, cui parteciperanno
Fabio Fazio, Gaetano Pecorella, presidente della Commissione
Giustizia della Camera, l'autore del libro "Il Prigioniero"
Mattia Feltri, Luigi Manconi, Ermete Realacci, Franco Corleone
e Silvio Di Francia.
10 maggio 2002
È uscito il libro di Mattia Feltri "Il prigioniero:
breve storia di Adriano Sofri" (Rizzoli).
21 marzo
Adriano Sofri e il
suo libro "De l'optimisme" al salone del libro di Parigi
e su LeMonde.fr.
7 marzo
Il Caso Sofri sul Wall Street Journal
Umberto Bossi sulla grazia ad
Adriano Sofri: "Tirare
una riga sul passato".
27 febbraio 2002
Sono 37 i sindaci che si sono associati alla richiesta di grazia
formulata da Walter Veltroni
Tra di loro figurano i primi cittadini di Reggio Emilia, Salerno,
Pesaro, Mantova, Terni, Brescia, Pordenone e Perugia.
La segreteria Nazionale
di Legambiente aderisce al digiuno contro l'oblio.
"Aderiamo all'iniziativa contro l'oblio e la rassegnazione
per Ovidio Bompressi, perchè abbiamo temuto per la sua
salute e per la sua vita e per Adriano Sofri perchè possa
tornare a raccontarci, libero, il passaggio delle balene..."
La Segreteria
Nazionale di Legambiente:
Alberto Fiorillo, Massimo Serafini, Fabio Renzi, Giuliano
Ventura.
La Direzione Nazionale di Legambiente: Francesco Paolo
Salcuni, Marzia Fiordaliso, Luca Gallarano, Luciano Ventura,
Maurizio Picca.
La Presidente Legambiente Umbria, Vanessa Pallucchi.
Il Presidente di Legambiente Emilia Romagna Luigi Rambelli.
26 febbraio 2002
Dalla Gazzetta di
Reggio
Sofri-Bompressi, il sindaco aderisce all'appello
Anche il sindaco di Reggio, Antonella Spaggiari, ha aderito all'appello
di Veltroni affiché venga esaminata la richiesta di grazia
per Sofri e Bompressi: il primo è in carcere e si è
sempre professato innocente per l'omicidio dell'ispettore Calabresi,
mentre il secondo per gravi motivi di salute ha lasciato giovedì
scorso il carcere di Pisa.
Oltre al sindaco di Reggio hanno raccolto l'appello i sindaci
di Napoli, Torino, Genova, Bari, Cagliari, Pisa, Venezia e Salerno,
ma anche l'intera segreteria nazionale della Fiom. In parallelo
è iniziato il digiuno a staffetta: Gad Lerner e Lidia
Ravera sono stati i primi e digiuneranno per tutta la settimana.
Dal Gazzettino
PORDENONE. Il sindaco Sergio Bolzonello ha firmato un documento,
proposto dal primo cittadino di Roma Veltroni e sottoscritto
da altri sindaci di città italiane, nel quale si chiede
la grazia per Adriano Sofri e Ovidio Bompressi. «Nel rispetto
del dolore della famiglia Calabresi - si legge nell'appello -
che ha dato dimostrazione di grande umanità non opponendosi
a un eventuale atto di clemenza, riteniamo ci siano le condizioni
per un passo sereno come quello della grazia». Una mozione
per la richiesta di grazia a favore di Bompressi è stata
proposta anche da Mario Puiatti e firmata da 20 consiglieri regionali
di tutti i gruppi politici.
Dalla Nuova Sardegna
CAGLIARI. Anche il sindaco di Cagliari, Emilio Floris, ha
aderito all'appello del sindaco di Roma, Valter Veltroni, perchè
venga esaminata la richiesta di grazia per Adriano Sofri e Ovidio
Bompressi. Oltre a Floris hanno aderito, sino a questo momento,
anche i sindaci di Napoli, Genova, Torino, Bari, Pisa, Venezia,
Salerno e Reggio Emilia. Anche l'intera segreteria nazionale
della Fiom, da Claudio Sabattini a Giorgio Cremaschi, ha comunicato
l'adesione all'iniziativa.
Ieri, intanto, è iniziato lo sciopero della fame a staffetta
di Gad Lerner e Lidia Ravera, che insieme a Mimmo Pinto e Andrea
Priolo digiuneranno per tutta la settimana. Lo annunciano Silvio
Di Francia e Franco Corleone che stanno coordinando l'iniziativa.
"Sino ad oggi - spiegano - i'digiunanti' sono 127, mentre
si contano 177 adesioni di donne e uomini che hanno dato la propria
disponibilità a digiunare nelle prossime settimane".
25 febbraio 2002
Noi, sindaci di alcune delle principali città italiane,
desideriamo sottolineare la situazione in cui si trovano Adriano
Sofri e Ovidio Bompressi, per il quale è stato giustamente
adottato un provvedimento di sospensione della pena.
Non vogliamo entrare nel merito della lunga vicenda giudiziaria
che ha portato alla condanna di Bompressi, Pietrostefani e Sofri.
Una sentenza ormai definitiva, che va rispettata da chiunque
si riconosca in uno Stato di diritto e abbia fiducia nel lavoro
della magistratura, rende lontano il tempo delle divisioni tra
sostenitori della loro innocenza o della loro colpevolezza.
Rimangono sempre validi e attuali, invece, i principi della Costituzione
e del nostro ordinamento giuridico, là dove si afferma
che lo scopo di una condanna non può essere la mera punizione,
che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al
senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del
condannato.
In questa vicenda, si avverte quante cose siano cambiate nel
nostro Paese rispetto a trent'anni fa. L'Italia di oggi non è
più quella di allora. E non sono le stesse di allora le
persone di oggi, per le quali non c'è opera di rieducazione
che la pena e la detenzione debbano compiere. In particolare,
Adriano Sofri è un uomo che ha dato e continua dare ampie
prove di uno spessore intellettuale e di una coscienza civile
che rendono contraddittoria una detenzione che rischia di essere
una condanna definitiva.
Nel rispetto per il dolore della famiglia Calabresi che, ancora
una volta, ha dato dimostrazione di grande umanità non
opponendosi a un'eventuale atto di clemenza, per tutto questo
riteniamo ci siano le condizioni, oggi, per un passo sereno come
quello della grazia, per un passo significativo lungo la via
dell'unità civile e morale del Paese.
Walter Veltroni Sindaco
di Roma, Leonardo Domenici Sindaco di Firenze, Paolo Fontanelli
Sindaco di Pisa, Simeone Di Cagno Abbrescia Sindaco
di Bari, Rosa Russo Iervolino Sindaco di Napoli, Paolo
Costa Sindaco di Venezia, Beppe Pericu Sindaco di Genova,
Sergio Chiamparino Sindaco di Torino, Emilio Floris
Sindaco di Cagliari, Fabio Sturani Sindaco di Ancona, Antonella
Spaggiari Sindaco di Reggio Emilia, Oriano Giovannelli
Sindaco di Pesaro, Mario De Biase Sindaco di Salerno,
Fabrizio Mattei Sindaco di Prato,Gianfranco Burchiellaro
Sindaco di Mantova, Paolo Corsini Sindaco di Brescia,
Paolo Raffaelli Sindaco di Terni, Sergio Bolzonello
Sindaco di Pordenone, Marco Marcucci Sindaco di Viareggio,
Maurizio Cenni Sindaco di Siena, Renato Locchi Sindaco
di Perugia, Enzo Brogi Sindaco di Cavriglia (AR), Aldo
Bacchiocchi Sindaco di S. Lazzaro (BO), Alessandro Branz
Vicesindaco di Sanzeno (TN), Aldo Cittadini Sindaco
di Cantalupo in Sabina (RI), Cesare Carnaroli Sindaco di
Fano (AN), Sergio Scaramal Sindaco di Cossato (BI), Carmine
Russo Sindaco di Candida (AV) , Giovanni Andreazzoli
Sindaco di Airasca (TO), Tommaso Cotronei Sindaco di Montescudaio
(PI),Sergio Bitetti Sindaco di San Nicola (LE), Roberto
Caielli Sindaco di Sesto Calende (VA), Francesco Fortunato
Sindaco di Castrovillari (CS), Samuele Biondi Sindaco
di Grottazolina (AP)
Per le adesioni i Sindaci possono rivolgersi ai numeri
06-67103898/99
23 febbraio 2002
Da Repubblica Bari
"Nessuna grazia
per Sofri". Ma la sinistra plaude La firma di Di Cagno Abbrescia
per l'ex leader di Lotta continua rovescia il gioco delle parti
e An bacchetta il sindaco
Diavolo di un Sofri. Basta pronunciarne il nome, per riaprire
ferite mai rimarginate e riaccendere polemiche mai sopite. Così,
la scelta del sindaco di Bari, Simone Di Cagno Abbrescia, di
firmare la richiesta di grazia per l'ex leader di Lotta continua,
promossa dal primo cittadino di Roma, il diessino Walter Veltroni,
scatena l'ira della destra pugliese e il plauso della sinistra.
Per una volta, il gioco delle parti si rovescia: se An "bacchetta"
il suo sindaco, i Ds, che solitamente ne sono i principali detrattori,
gli riconoscono il coraggio delle proprie scelte.
Non tutta la destra, a dire il vero, punta il dito contro Di
Cagno Abbrescia. Gianni Mastrangelo, commissario provinciale
di An, per esempio, fa sapere di rispettare quella che, a suo
giudizio, «è una scelta individuale e di coscienza
e non un fatto politico». Tutto il contrario di Salvatore
Tatarella, segretario regionale di An, che anche dopo aver letto
e riletto le dichiarazioni del sindaco stenta a credere ai propri
occhi. «È una scelta che non condivido affatto perché
sono per la certezza del diritto - taglia corto - . Se uno è
stato condannato, è giusto che sconti la pena. Peraltro,
Adriano Sofri è una persona di incommensurabile arroganza,
che continua a rifiutarsi di chiedere la grazia. Si prenda almeno
il fastidio di chiederla».
Dalla Gazzetta di Mantova
Lo sciopero della fame 'a staffetta' coinvolgerà
anche altri politici mantovani
Sofri e Bompressi, digiuna anche Banzi
Allo sciopero della fame «a staffetta» a favore della
grazia per Adriano Sofri e Ovidio Bompressi, il primo ancora
in carcere, aderisce anche una ventina di mantovani. Oggi e domani
digiuneranno l'assessore provinciale Fausto Banzi (Prc) e il
consigliere comunale Ds, Roberto Lorenzoni.
Da lunedì passeranno il testimone ad altri personaggi
tra cui Matteo Gaddi, capogruppo di Rifondazione in Comune a
Mantova, il poeta Ivano Ferrari e Sosi Baratta, moglie dell'intellettuale
Gino Baratta.
22 febbraio 2002
Cossiga chiede la grazia
Roma Francesco
Cossiga sollecita il Capo dello Stato e il ministro Castelli
a concedere la grazia a Ovidio Bompressi e rinnova la sua richiesta
di analogo passo nei confronti di Adriano Sofri. «Mi unisco
ai colleghi senatori Boco e Cortiana e a chi ha preso analoga
iniziativa - dice Cossiga - nel chiedere al presidente della
Repubblica e al ministro della Giustizia la concessione della
grazia a Ovidio Bompressi, così come rinnovo la richiesta,
a suo tempo da me pubblicamente formulata, per la concessione
della grazia a Adriano Sofri». «Nel far questo -
aggiunge Cossiga - ribadisco la mia commossa ammirazione per
il Commissario di PS Luigi Calabresi, integerrimo servitore dello
Stato che, per aver combattuto nel rispetto delle leggi e con
spirito di leltà il terrorismo, fu vilmente assassinato.
Rinnovo la mia solidarietà alla sua cara vedova e ai suoi
cari figli».
- Per Bobo Craxi, che nei giorni scorsi era stato nel carcere
di Pisa perb incontrare Sofri, «la scarcerazione di Bompressi
per ragioni umanitarie dovrebe indurre a decisioni impegnative
e significative per chiudere un capitolo della nostra storia,
concedendo la grazia ad Adriano Sofri e spingendo per un provvedimento
di generale indulto».
- «Non posso non esprimere il mio rammarico sul fatto che
il provvedimento, sicuramente positivo, arrivi così tardi,
e cioè dopo il terzo episodio di ischemia». Così
il diessino Luigi Berlinguer. «Certamente il ritardo ha
nociuto - aggiunge Berlinguer - alla salute. Perché si
è dovuto attendere tanto, visto che i segni dell'aggravamento
erano palesi? Mi auguro che su tutta la vicenda il comportamento
futuro sia improntato a ragioni di maggiore umanità e
saggezza».
- «Eravamo stati facili profeti nel prevedere una conclusione
drammatica per la nuova carcerazione di Ovidio Bompressi».
Lo hanno dichiarato Franco Corleone e Silvio di Francia per la
campagna «Un digiuno contro l'oblio». «Ciò
è puntualmente accaduto anche se con conseguenze più
gravi e pericolose di quanto noi stessi temessimo. Siamo ancora
preoccupati per lo stato fisico di Ovidio Bompressi. Fin d'ora
proclamiamo che questa scarcerazione non può significare
né la sospensione della procedura d'esame della richiesta
di grazia, tanto meno solo una pausa per un futuro reingresso
in carcere. Per quanto ci riguarda il digiuno continua».
21 febbraio 2002
Ovidio Bompressi scarcerato e
ricoverato nell'ospedale di Massa
11 febbraio 2002
Maurizio Baruffi, consigliere comunale di Milano, aderisce
da oggi al "Digiuno contro l'oblìo" promosso
da Franco Corleone. Per aderire e avere informazioni, peradrianosofri@libero.it
e 06 67102423.
7 febbraio 2002
Il Consiglio comunale di Massa approva un ordine del giorno
in cui si chiede di "scongiurare il pericolo di vita in
cui il nostro concittadino Ovidio bompressi si trova e sollecitare
l'accoglimento della domanda di grazia".
5 febbraio 2002
"Il viaggiatore Adriano Sofri"
di Mattia Feltri, quarta
e ultima puntata.
2 febbraio 2002
"Il viaggiatore Adriano Sofri"
di Mattia Feltri, terza
puntata.
30 gennaio 2002
Ovidio Bompressi viene
arrestato nella sua casa di Massa e portato in carcere a Pisa.
"Il viaggiatore Adriano Sofri"
di Mattia Feltri, dal Foglio. "Il
prigioniero Adriano Sofri" era stato pubblicato
le scorse settimane.
29 gennaio 2002
Ovidio Bompressi dovrà tornare in carcere
GENOVA - Il tribunale
di sorveglianza di Genova ha respinto oggi l'istanza di Ovidio
Bompressi per la sospensione dell'esecuzione della pena. Bompressi,
condannato a 22 anni per l'omicidio del commissario Calabresi
insieme ad Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani, dovrà
quindi rientrare in carcere. L'avvocato Ezio Menzione ha annunciato
che il suo assistito si presenterà domani al penitenziario
di Pisa. Bompressi era stato scarcerato il 22 marzo del 2000
per gravi motivi di salute.
27 gennaio 2002
Il
digiuno di Corleone, dal Manifesto
19 dicembre 2001
Che dire? Buon natale
e felice anno nuovo. Tenete duro.
14 settembre 2001
Il documentario "Il
giudice e lo storico" tratto dal libro di Carlo Ginzburg
sarà proiettato nei prossimi giorni a Roma, Milano, Torino e Napoli.
Milano, 15 settembre, Cinema de Amicis
Roma, 18 settembre, Politecnico
Torino, 21, 22 e 23 settembre, Museo Nazionale del Cinema
Napoli, 25 settembre, Multicinema Modernissimo
5 settembre 2001
Sono online gli archivi
della rubrica "Piccola Posta"
di Adriano Sofri - pubblicata ogni giorno sul Foglio. Qui
c'è tutto il 1999. Nei prossimi giorni saranno disponibili
gli anni successivi.
2 settembre 2001
Presentato alla Mostra
del Cinema di Venezia il documentario "Il giudice e lo
storico" tratto dal libro di Carlo Ginzburg. L'articolo
di Natalia
Aspesi su Repubblica e la
lettera di Adriano Sofri al regista.
8 agosto 2001
"Ho ritenuto inopportuno in un momento come questo, in cui
le forze dell'ordine sono criminalizzate in modo indiscriminato
per quanto accaduto nel corso del G8, proporre la grazia per
chi è stato giudicato colpevole, dopo ben sette gradi
di giudizio, di concorso in omicidio ai danni di un commissario
di polizia".
Il ministro Castelli rifiuta di inoltrare al presidente Ciampi
la domanda di grazia di Ovidio Bompressi.
30 maggio
2001
Il rapporto
annuale di Amnesty International "fa delle severe critiche
alla vicenda di Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio
Bompresi, ex membri di Lotta Continua condannati per l'omicidio
del commissario Calabresi". Da Repubblica.It.
12 maggio 2001
Due articoli di Adriano
Sofri sulla vigilia delle elezioni. Uno, per la Berliner
Zeitung, è tradotto dal Foglio.
L'altro esce su Repubblica.
5 maggio 2001
"Pour
que cesse la détention de Sofri" e "L'incroyable
affaire Sofri". Libération e Le
Monde tornano sulla detenzione di Adriano Sofri. Dall'Economist,
ancora niente.
3 maggio 2001
L'associazione Auberge
de l'Europe ha tenuto un convegno su "L'Affaire Sofri"
al castello di Ferney-Voltaire. Alcuni materiali sono qui.
Tutte
le notizie dei mesi precedenti

Dall'archivio
Le rubriche
Le scorse annate delle rubriche: Adriano Sofri tiene una Piccola Posta quotidiana sul Foglio,
e una rubrica settimanale su Panorama, Dopotutto.
Ovidio Bompressi ha risposto alle lettere in alcune rubriche
sul Manifesto.
L'inchiesta di Brescia
Dopo l'archiviazione della denuncia di
Sofri nei confronti del giudice Pincioni, anche il giudice
Della Torre, che ha condannato Sofri, Bompressi e Pietrostefani,
è stato indagato per aver abusato
dei suoi poteri per ottenere la condanna di Sofri, Bompressi
e Pietrostefani. Malgrado le testimonianze
dei giurati popolari contro di lui, il Pm Salamone ha presentato
richiesta di archiviazione. Il gip
dopo l'atto di opposizione di Sofri,
ha disposto bruscamente l'archiviazione del procedimento.
Il professor Guarnieri ne spiega i paradossi.
I giornali
Dopo l'arresto, le interviste ad Adriano Sofri su Oggi
e su Repubblica.
Un pezzo di Enrico Deaglio ha ricostruito
le falle delle indagini. Adriana Zarri
è intervenuta su Avvenimenti criticando un articolo dell'Osservatore
Romano. Il Corriere della Sera ha ospitato un intervento
di Adriano Celentano, mentre la mobilitazione dei comitati
Liberi Liberi è stata raccontata
da Giuseppe D'Avanzo su Repubblica. Da Panorama è tratto
un articolo di Luca Sofri, Cosa ci faceva
mio padre a Sarajevo. Anche Nikola Krstic racconta Adriano
Sofri a Sarajevo in La coscienza dell'umanità.
Una maggiore rassegna
stampa si può trovare qui.
e nelle pagine dei mesi scorsi.
atti processuali sul web
Il testo completo della sentenza
di Cassazione che ha condannato Sofri, Bompressi e Pietrostefani,
e il commento di Adriano Sofri sulle
sue falle.
La sentenza delle Sezioni Unite della
Cassazione che smontò l'apparato accusatorio. La sentenza
di primo grado del 1990.
Gli atti dell'inchiesta della procura
di Brescia sul giudice Della Torre, nel numero speciale di
Una Città, Condannati
Così.
Ancora
I libri online Le prigioni degli altri
e Si allontanarono alla spicciolata
(le carte riservate di polizia su Lotta Continua).
Sui processi e le sentenze
Cinque giuristi, Ferrajoli, Gallo,
Guarnieri, Palombarini e Pisapia hanno analizzato e commentato
la sentenza di condanna di gennaio 1997.
Adriano Sofri aveva commentato la sentenza del giudice Della
Torre in un Promemoria per una condanna.
Liberi Liberi
Le foto della manifestazione del
15 febbraio 1997 a Pisa sono qui.

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