Fo: nessuna fiducia nel Colle

"Processo medievale, quelle carte vanno rilette"

Fabio Poletti, da La Stampa 29 ottobre 1997


Dario Fo, il presidente Scalfaro ha detto "no" alla grazia per Adriano Sofri... "Non ho mai avuto fiducia. Posso dire che me l'aspettavo. Sono già state raccolte oltre 150 mila firme per quella grazia, vorrà dire che continueremo con maggior intensità nella mobilitazione".
Però il presidente Scalfaro, scrive che non può dare la grazia perché siamo troppo a ridosso delle condanne. Forse intende che bisogna aspettare? "Aspettare che cosa? Tra venti anni non servirà a niente. Il fatto è che hanno messo in piedi un processo venti anni dopo i fatti. In venti anni le persone cambiano, cambia il ricordo di quei fatti. In Francia mica ti fanno un processo, venti anni dopo. Sto studiando da tempo le carte dell'istruttoria. Ci sono errori enormi, hanno distrutto tutte le prove, mancano i proiettili con cui venne ucciso Calabresi".
Quindi anche lei chiede la revisione del processo? "Bisogna far emergere le cose assurde che ci sono nel processo che ha condannato Sofri, le balle che ci sono dentro...".
Però il presidente Scalfaro sembra indicare un'altra strada. Dice che tocca al Parlamento pensare ad un indulto... "Fa così perché se no la destra e la reazione sparano a zero su di lui. In realtà cerca di cavarsi dalle mani una patata bollente. Ma che clima ci sarà, in Parlamento, quando si dovrà discutere dell'indulto? Mi ripeto, non ho mai avuto fiducia. Quello che bisogna fare è convincere la gente, i mass media hanno fatto di tutto per far capire poco".
In che senso, scusi? "Non basta dire che ci sono stati otto anni di dibattimenti e sette giudizi. Bisogna rendersi conto delle enormità che ci sono nel processo. C'è una logica medievale in tutto questo. Ho trovato dei casi nella tradizione medievale che si attagliano perfettamente al processo contro Sofri e gli altri".
Ah, sì? "Qui si dice: se uno, che poi è Leonardo Marino, arriva a denunciare e ad autodenunciarsi senza che nessuno lo cerchi, allora tutto quanto dice è valido".
E nel Medioevo? "Basta leggere il ''Maglio di Dio'', il libro che raccoglie le sentenze dei tribunali dell'Inquisizione. Io l'ho fatto, pensando a Sofri".
Cos'ha trovato? "Ho trovato che c'è gente che ha accusato delle persone di aver ballato con il diavolo, di aver fatto le feste con Satana. Loro sono finite sul rogo, lui, l'invasato, perché pentito viene perdonato".
Sostiene che Marino sia un invasato? "Marino era un operaio, viveva una magia accanto a Sofri. Ci sono persone che solo per essere state accanto a me, si illudevano di aver toccato il cielo con un dito. Ma poi tutto finisce. Crolla il mito della lotta di classe, si dà il liberi tutti. C'è chi si mette a insegnare e chi a vendere frittelle, e cazzo se la passa di brutto. Potrebbe esserci della rivalsa. Rifacendo il processo, verrebbe tutto a galla".
Davvero vorrebbe vedere presto la vedova Calabresi? "Calma, ho detto solo che mi piacerebbe incontrarla. Vorrei sapere... Vorrei che mi raccontasse... Mi piacerebbe, se capiterà".
A dicembre lei sarà a Stoccolma a ritirare il premio Nobel. Anche davanti a re Gustavo parlerà del caso Sofri? "Sicuramente. Ne parlerò come ho già fatto a Francoforte, alla mostra del libro. Quando ho detto di Sofri alla ''Buchmesse'' è stato come se avessi lanciato una bomba. Tutto il mondo sa com'è andata con Pino Pinelli, ma di Sofri non sanno niente. E' su questo che conta la reazione".