Sofri, stop al digiuno ma lo sciopero riprenderà

Con Bompressi e Pietrostefani ha sospeso la protesta a favore dei detenuti.
Ora aspetta la revisione del processo

da Repubblica, 10 novembre 1997


 

ROMA - Caffè zuccherato a colazione, acqua semplice a pranzo, the zuccherato a cena. Da ventun giorni Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani, nel carcere Don Bosco di Pisa, non ingoiavano altro. Da sabato sera hanno interrotto lo sciopero della fame - astensione totale dal cibo - cominciato in solidarietà con i detenuti di Rebibbia. Un digiuno per protestare contro le condizioni di vita nei penitenziari e per sollecitare l'approvazione di una serie di leggi, dall'indulto alla depenalizzazione dei reati minori, ferme in Parlamento. I detenuti del carcere romano di Rebibbia avevano inviato ai loro tre "colleghi" l'invito ad "uniformare, nei limiti del possibile, le forme di lotta". Da una decina di giorni, infatti, a Rebibbia si era passati allo sciopero dei "carrelli", al rifiuto del cibo carcerario che però non significa sciopero totale, e poi al solo sciopero del lavoro, riprendendo a nutrirsi normalmente. Sabato sera gli esponenti del comitato "Liberi liberi" di Pisa si erano detti ottimisti circa la possibilità che l'appello dei detenuti di Rebibbia fosse accolto, anche perché, avevano fatto notare, i tre ex di Lotta continua avevano tenuto distinta dalla loro protesta per quella che giudicano una ingiusta condanna per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi, del quale si proclamano innocenti. Lo sciopero della fame era un modo per "rendere testimonianza delle cattiverie e dell'assurdità" della condizione del detenuto. Ieri i detenuti di Pisa hanno cucinato e voluto offrire un pranzo a Sofri, Bompressi e Pietrostefani. È stata una specie di festa. Giuliano Ferrara ha dichiarato: "È la più bella notizia della giornata la fine del digiuno". E così commentava la notizia Luca Sofri, il figlio di Adriano: "Mio padre aveva dichiarato che voleva arrivare lucido e in buone condizioni fisiche al momento in cui sarebbe stata depositata l'istanza di revisione del processo, cosa che dovrebbe avvenire a fine mese. L'obiettivo è appunto arrivare alla revisione, l'unica soluzione davvero ritenuta soddisfacente. Ora quel che conta è che venga accettata con attenzione e onestà quell'istanza, con più attenzionbe e onestà di quanta non ne sia stata dimostrata dalla magistratura in questi anni". Il legale Alessandro Gamberini da tempo lavora su nuove perizie e testimonianze che potrebbero riaprire il processo. "La notizia che Sofri, Bompressi e Pietrostefani hanno sospeso il loro sciopero della fame ci rende felicissimi, ma la nostra collezione di facce sorridenti gliela manderemo lo stesso, perché non abbiano a riprovarci". Arriva anche dagli umoristi e dai redattori del settimanale unoristico Boxer, il plauso a Sofri, Bompressi e Pietrostefani. "Siamo felici, certo - ha commentato il direttore Vauro Senesi - ma non del tutto sereni. Perché da quanto abbiamo saputo, Adriano, Ovidio e Giorgio avrebbero intenzione di ricorrere di nuovo al digiuno quando si entrerà nel vivo della loro vicenda, con la presentazione dell'istanza per la revisione del processo".