Adriano Sofri
Ultime notizie dall'universo

LETTURE EMOZIONANTI. BELLO IL COSMO IN BILICO COME LA TORRE DI PISA.
Mi piace scoprire che ha un sotto e un sopra, una sinistra e una destra. E che possiamo collocarli dove vogliamo.


Ogni tanto i giornali, dopo aver riferito che cosa ha detto ieri sera un parlamentare di centro, un intendente di finanza, un sostituto procuratore e una conduttrice televisiva, danno davvero delle grandi notizie. Le più emozionanti hanno la forma dell'"ultim'ora", e riguardano retrodatazioni di 10 milioni di anni del nostro antenato a stazione eretta, o avvolgimenti a spirale delle onde elettromagnetiche che si compiono con regolaritàogni miliardo e seicento milioni di chilometri. In un mondo allegro ed equilibrato, queste notizie andrebbero gridate dagli strilloni per le strade. Per i lettori allegri ed equilibrati, il 19 aprile èstato un bel giorno. Lo Herald Tribune riportava in prima, benchéa fondo pagina, le due notizie, unendole addirittura con un unico e spiritoso titolo: &laqno;discendenti di un vecchio zuccone danno un'avvitata all'universo». Della prima notizia, su un fossile ugandese, vorrei solo menzionare il nome giàattribuito allíinedita creatura progenitrice: &laqno;pithecus bishopi», in cui intuisco líintenzione di dichiarare giàcontenuto nel preominide il vescovo. È l'altra notizia ad attirare di piùla mia attenzione, e dirò fra poco perché. Secondo i due astrofisici Borge Nodland e John Ralston, che hanno condotto una gran mole di osservazioni su radiazioni elettromagnetiche originate da galassie diverse e lontane, líuniverso non è uniforme, la sua origine non fu simmetrica. La luce viaggia a due differenti velocitàe, e insomma l'intero impianto cosmologico va riconsiderato.
Mi piacerebbe dedicare il resto del mio articolo a queste fantastiche ipotesi, se non fossi cosìrozzamente ignorante. Piuttosto, vorrei segnalare líimpressione che la notizia e il modo di darla possono produrre appunto sui profani, che sono, benché non abbiano da rallegrarsene, in gran maggioranza. La Stampa, che la mette in prima pagina, intitola: &laqno;ha un su e un giù». Il Corriere della sera intitola: &laqno;cosmo? Ha una destra e una sinistra». In effetti, se la scoperta dei due studiosi americani fosse fondata, le rotazioni a serpentina delle onde elettromagnetiche risulterebbero influenzate da una specie di asse di orientamento dellíuniverso, disteso fra la costellazione dell'Aquila e quella del Sestante. Dunque all'universo potrebbero applicarsi nozioni come quelle: sopra e sotto, destra e sinistra, impensabili nel quadro stesso della relatività einsteiniana. È evidente che i giornalisti della Stampa e del Corriere che hanno scelto i titoli sono stati guidati, più o meno consapevolmente, da una predilezione diversa: più spaziale e per estensione morale quella per il &laqno;su e giù»(l'&laqno;up and down» dell'originale), piùpolitica e piccante quella per la destra e la sinistra. L'astronomia (e la morale) e la politica non sono cosìdistanti: il più importante trattato sulle rivoluzioni nell'epoca moderna è senz'altro quello di Copernico, intitolato appuntoDe revolutionibus orbium caelestium. Con la rivoluzione, quello che sta sopra va sotto, e viceversa. Sicché i binomi sopra-sotto, destra-sinistra, si collegano e si sovrappongono. Siccome noi facciamo fatica, e per giunta ci irritiamo, di fronte alle cose che abbiano troppi lati, o siano troppo aggrovigliate, preferiamo le alternative secche: o di qua, o di là, o bianco o nero. La geopolitica dalla quale veniamo appena, ha oscillato fra quei due binomi. Est contro Ovest (che èla proiezione geografica dellíopposizione, nel corpo umano, fra destra e sinistra) è stata la rappresentazione del mondo diviso fra i due blocchi. In concorrenza con quella bipartizione, e contribuendo a indebolirla, arrivò l'opposizione fra Nord e Sud del mondo. Benché il nostro punto di vista e le nostre metafore abbiano solidi appigli materiali: il sole che nasce a Oriente e tramonta a Occidente, la mano destra e la mano sinistra, l'emisfero cerebrale destro e quello sinistro, resta sempre in queste categorie qualcosa di duttile e di relativo. Dunque le nostre categorie sono una combinazione fra differenze reali e differenze dipendenti solo dal nostro orientamento.
Nel caso della notizia sull'universo, l'avvertenza alla duttilità e alla relatività (non quella einsteiniana, quella del nostro senso comune), è assoluta. Finora il concetto dell'universo non ammetteva un orientamento particolare, un'inclinazione: ora, gli si attribuisce un asse, e dunque un sopra e un sotto, una destra e una sinistra. Ma dove assegnare il su e dove il giù, dove la destra e dove la sinistra, se alla costellazione dell'Aquila o a quella del Sestante, è, come dicono gli astrofisici scopritori, &laqno;di scelta arbitraria». Così il libero arbitrio, interdetto agli umani, viene loro restituito rispetto alla scelta irrilevante e capricciosa, e insieme fatale, della designazione di ciò che sta sopra e ciò che sta sotto, che sta di qua o di là. È come se ci venisse detta, insomma, una doppia notizia: i punti cardinali non esistono, dunque potete fabbricarvi da voi la vostra bussola, a piacere! Che enorme effetto questo possa suscitare nei nostri profani modi di pensare, è facile immaginare: tanto più che la sensazione forte di aver perso la bussola ce l'abbiamo da tempo. A me la notizia sulle onde elettromagnetiche che viaggiano ruotando come cavaturaccioli ha fatto un gran piacere. Quando ho cercato di uscire dai binomi troppo secchi e troppo esclusivi, me ne sono inventato uno personale: il nodo e il chiodo. E, per mettere insieme la vocazione maschile e personale al chiodo con l'ammirazione intellettuale ed estetica per il nodo, ho pensato ai punti in cui le cose si incontrano e si scambiano. Al ponte fra i due emisferi del cervello, a un mancinismo paziente della politica e del sesso. Un cavatappi è un chiodo che si sforza di imitare un nodo. Questo cosmo in bilico, come una torre di Pisa, mi piace di più.


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