L'Avvocato, il Delitto,
i Condannati, La Verità

di Enrico Deaglio

da Diario, 17 dicembre 1997

 

&laqno;Non potrà non esserci un nuovo processo per l'omicidio del commissano Luigi Calabresi».

L'avvocato Sandro Gamberini, che ha promosso la revisione del caso, racconta le prove nuove che ha scoperto e quelle che scoprirà.


"Qualcuno si ricorda di una certa Anna Maria Fontana?", mi chiede l'avvocato Sandro Gamberini.

No, mai sentita nominare.

"Eppure bisognerebbe conoscerla", mi dice l'avvocato. "Non c'entra, apparentemente, con la revisione del processo Calabresi, ma mi e' spesso venuta in mente in questi mesi, perché anche lei fa parte della storia d'Italia. Anna Maria Fontana era una onesta prostituta di una certa età, incensurata e sconosciuta, qui a Bologna. Nel 1989 si presentò spontaneamente alla polizia per affermare che poteva risolvere il delitto di via Gorki, una rapina ad una "Coop", in cui un pensionato, testimone oculare dell'assalto, venne brutalmente ucciso. Disse che sapeva tutto perché lei stessa era stata l'autista del commando. Accusò una "banda di catanesi" che vennero prontamente arrestati. Sulla base della sua testimonianza - e continuamente al processo si sentiva dire: perché mai una donna incensurata e libera dovrebbe autocalunniarsi, rischiare la galera? La sua testimonianza è la prova logica che andavamo cercando. I "catanesi" furono condannati per quella e per tutta una serie di altre rapine: divennero noti come la 'banda delle Coop'. Ergastolo in Assise. Ergastolo in Appello. Lei stessa venne condannata a sette anni, peraltro mai scontati. Ebbene, mentre era pendente il ricorso in Cassazione, arrivò la scoperta e la successiva confessione dei fratelli Savi, i capi della "banda della Uno bianca": quella rapina, come tutte le altre, l'avevano compiuta loro. In un clima di fortissimo imbarazzo e in un cospicuo silenzio da parte della stampa, la condanna ai catanesi è stata annullata. Dopo - e la storia non è ancora finita, anzi forse è solo agli inizi - si e' scoperto che una logica, nel comportamento della signora Fontana esisteva: era da lungo tempo una confidente-ricattata della polizia locale. La polizia la teneva così".

Gamberini si prende tra il pollice e l'indice la pelle del collo e la tira.

Io penso a due particolari, che probabilmente però non c'entrano niente. Autista, la donna aveva detto di essere stata l'autista. 1989, appena un anno dopo la confessione di Leonardo Marino, che aveva detto di essere stato l'autista del delitto Calabresi.

Il seguito dell'articolo di Enrico Deaglio nel numero di Diario in edicola