D'Ambrosio: grazia?
Prima deve pentirsi

Il magistrato del caso-Pinelli: Fo non ha letto la mia sentenza

Cinzia Sasso, da Repubblica 26 ottobre 1997


 

MILANO - Dottor D'Ambrosio, Dario Fo attacca la sua sentenza su Pinelli. Sostiene che fu un omicidio fatto passare per un incidente. "Figuriamoci se mi metto a polemizzare con un Premio Nobel". Ma il premio Nobel dice che quella sua tesi del "malore attivo" fece ridere tutto il mondo scientificio. "Probabilmente Fo non ha letto la mia sentenza. È un uomo intelligente, dunque se la leggesse probabilmente cambierebbe idea. E' il mondo scientifico, quegli 80 fisici che firmarono la perizia che riteneva incompatibile la caduta per un malore, che dovrebbe vergognarsi: avevano basato la loro teoria su un presupposto sbagliato, stabilendo il punto di caduta non dov'era sul serio, in base ai riscontri oggettivi, che io ho trovato, ma sulla base della media delle deposizioni testimoniali. Solo uno di quei signori, un professore di Palermo, ha avuto il coraggio di venire a chiedermi scusa". Fo dice anche che il caso venne chiuso a quel modo per una scelta politica. "Senta, adesso mi danno della toga rossa; per quella sentenza mi hanno chiamato fascista; i poliziotti di allora - che ho messo sotto inchiesta per arresto arbitrario - mi definivano mangia- poliziotti. Non me ne importa niente: io faccio il mio dovere e non rinvio a giudizio nessuno se non ho le prove". La nuova polemica sul caso Pinelli nasce da un altro caso controverso, quello sull'omicidio Calabresi.

Che cosa pensa della condanna degli ex leader di Lotta Continua? "Quella sentenza non la conosco, ho tante cose da fare, non me ne sono mai occupato e non l' ho mai letta. Certo è che Marino (il ''pentito'' che ha chiamato in causa, 17 anni dopo, Sofri, Pierostefani e Bompressi, ndr) è stato condannato a 11 anni e dunque, se non ci fossero state tante lungaggini, avrebbe dovuto scontarli. Perché avrebbe dovuto rischiare tanto, inventandosi tutto? Folena, responsabile giustizia del Pds, sostiene che comunque, in questo caso, il carcere non ha senso, che i condannati di oggi sono persone inserite nella società, con un ruolo sociale importante, con tanti meriti. "E questo cosa significa? Se uno ha ucciso la sua prima moglie perché era insopportabile e poi con la seconda è invece un marito esemplare, allora si cancella il suo crimine?" C'è un massiccio movimento di opinione che chiede la grazia. "Mi risulta che per la grazia ci sia un iter ben preciso, che i condannati debbano chiederla. E, prima, debbano pentirsi. Il presupposto è il ravvedimento. La grazia, comunque, è un provvedimento eccezionale". Ma Sofri, Pietrosfefani e Bompressi si proclamano innocenti. "Negli altri ordinamenti la presunzione di innocenza cessa con la prima condanna. Da noi sono previsti tre gradi di giudizio, ma quando la condanna diventa definitiva la presunzione di innocenza è superata. Un condannato definitivo è colpevole a tutti gli effetti".