Tre giudici per decidere la revisione

L'istanza alla quinta sezione d'Appello

Repubblica, 17 dicembre 1997



MILANO (c.s.) - È arrivata alla cancelleria della quinta sezione penale della Corte d'Appello di Milano l'istanza per la revisione del processo ad Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani. Il giudice Giorgio Riccardi, presidente della sezione che ha competenza sui provvedimenti istruttori e di esecuzione, dovrà ora assegnare il caso a un relatore e quindi fissare l'udienza.
La composizione della Corte che prenderà in esame l'istanza non è ancora nota: della sezione, infatti, fanno parte il dottor Riccardi e il giudice Nicolò Franciosi mentre il terzo membro non vi partecipa a titolo fisso ma vi ruota come "secondo incarico", visto il modesto carico di lavoro della sezione. Anche Franciosi - il giudice che decise sull' istanza di ricusazione del giudice Carlo Crivelli presentata dai difensori di Berlusconi, quella del "bastone e della carota" e che per quel provvedimento è sotto procedimento disciplinare al Csm - potrebbe non partecipare alla Corte.
L'iter prevede che la Corte valuti se ritenere accoglibile in base al codice l'istanza, essendo ben chiaro negli articoli 630 e 631 che la revisione non può essere un quarto grado, ma solo lo sbocco di una situazione nuova. Se la decisione dovesse essere positiva, è facoltà dei magistrati decidere la scarcerazione degli imputati nell'attesa della celebrazione di un nuovo processo. È cioè possibile che, nel frattempo, sia applicata una misura diversa da quella della detenzione.
Sempre nell'ipotesi che l'istanza sia accolta, il nuovo processo difficilmente potrebbe essere celebrato a Milano, città dove tutte le tre corti d'assise d' appello hanno già processato Sofri (a meno che non sia già entrata in funzione la quarta corte, che dev'essere istituita). Più facilmente sarebbe la Corte d'assise d'appello di Brescia a essere investita del processo per l'omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi.