La sentenza della Quinta Sezione della Cassazione che ha confermato le condanne per sofri, Bompressi e Pietrostefani

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Perché non sono state concesse le attenuanti agli imputati:

Il ricorso Pietrostefani è manifestamente infondato sia in relazione al diniego della diminuente ex art. 1-2 comma I lett.b L.18/2/87 n.34 sia in ordine al diniego di prevalenza delle attenuanti generiche.

Per la commutazione e la diminuzione di pena per i delitti di terrorismo l'art.2 della menzionata Legge 34/87 presuppone la dissociazione ai sensi dell'art.1 il quale, a sua volta, richiede congiuntamente le seguenti condotte: 1) ammissione delle attività svolte 2) 3) ripudio della violenza come metodo di lotta politica. Si tratta di comportamenti che devono essere palesi ed espliciti (come è reso vieppiù evidente dal disposto dell'art.4 che prevede che l'imputato faccia dichiarazioni in tal senso al P.M. che le trasmette al giudice competente) e nel caso in esame vi è stato tutto il contrario (del tutto "inidonee", in proposito, le dichiarazioni rese nell'interrogatorio del 18/1/90 richiamate nel ricorso).

In conclusione per ottenere l'attenzione Pietrostefani avrebbe dovuto esplicitamente ammettere le attività illegali svolte tra le quali la sua partecipazione alla struttura clandestina illegale armata creata nell'ambito di Lotta Continua (indipendentemente dalla mancata contestazione del reato associativo a coloro che tale struttura avevano costituito e a quelli che vi avevano aderito) ma, in primo luogo, l'omicidio del commissario Calabresi; e avrebbe dovuto esplicitamente ripudiare detta organizzazione eversiva e la violenza come metodo di lotta politica.

Quanto al diniego di prevalenza delle attenuanti generiche la sentenza ha correttamente richiamato l'assenza di qualsiasi segnale di resipiscenza, di rimorso, di confessione da parte degli imputati, di qualsiasi parola di esecrazione per il delitto e di comprensione verso la vittima e i figli superstiti, di fatti particolari degni di menzione al di fuori della perdurante incensuratezza, di particolari benemerenze correttamente escludendo in maniera implicita che "il ritorno agli studi, la laurea in architettura e gli impegni di lavoro in prestigiose industrie" potessero integrare appunto particolari benemerenze e "neutralizzare" tutto quanto rilevato di negativo sul comportamento dell'imputato; della prevalenza delle attenuanti generiche che i primi giudici avevano concesso soltanto per il decorso del tempo e già valutando la singolarità del delitto commesso per scopi politici e la buona condotta tenuta successivamente dagli imputati.