Cari di Boxer

Luca Sofri, da Boxer 22 novembre 1997


Cari di Boxer,

l'aggrovigliarsi di tragico e grottesco che è il vostro lavoro ha seguito non solo le passate vicende che ci riguardano (con persone condannate a ventidue anni di carcere senza prove, ma sostenendo che l'accusatore è credibile perché ha studiato dai salesiani o perché una piazza con cinquantaquattro pini marittimi "chiaramente non è una piazza alberata"), ma anche e fortissimo quelle presenti e penitenziarie. Nel carcere di Pisa quest'anno una ragazza si è suicidata con una bomboletta del gas e un tossicodipendente è morto di overdose il giorno che è uscito, cosa che dà il segno, mi pare, della capacità riabilitativa della detenzione. A meno che non si sostenga che andava tenuto dentro.

Una sorta di humor nero si diffonde sempre nelle situazioni più tragiche, fino a diventare involontario, come dimostra l'elenco dei generi e delle cose che non possono entrare in carcere, affisso all'ingresso delle visite della prigione di Pisa. Secondo questa lista, che è assai più lunga di così, è vietato portare ai detenuti carni crude e conserve di qualsiasi genere,vino, bibite, birra, zucchero, tè e camomilla, detersivi, saponi e dentifrici, frutta sciroppata (ma si può togliere lo sciroppo), torte e torte gelato, cioccolatini, caramelle, uova e funghi, formaggini, creme, yogurt, budini, sigarette, penne stilografiche, biro, matite, pennarelli, orologi e accendini, fiori e piante.

E ancora rasoi elettrici, asciugacapelli, videogiochi, musicassette, miniregistratori, radio, televisori, saponette, zoccoli, attrezzi per attività sportive (molle, pesi, palloni).

Tra le altre cose che per nostra esperienza non possono essere portate ai detenuti, ci sono fragole, arance (condividerete la delusione), ciliegie, accappatoi, maglie e giacche col cappuccio, scarpe alte alla caviglia, coperte con l'orlo, magliette di Liberi Liberi e fotografie scattate a una manifestazione pubblica. Potete portare delle albicocche se le snocciolate nei giardini di fronte al carcere. Nelle scorse settimane è stato abolito il divieto per i cappotti e per i libri con copertina rigida. Rispetto alle audiocassette (men che meno i cidì) la spiegazione è che andrebbero ascoltate tutte e non c'è personale bastante.

Spero di non avere deluso le chances della vostra campagna (la scelta del digiuno rischia di configurarsi come inevitabile) e mi auguro che il suo slogan sia rispettato: Gipi porti il gelato.