Sullo spettacolo di Dario Fo

L'EX QUESTORE DI MILANO

Serra: ha "scagionato" Calabresi per Pinelli

Michele Brambilla, Corriere della Sera, 17 marzo 1998

MILANO - "Per la prima volta, Dario Fo ha riconosciuto che Calabresi non è responsabile della morte di Pinelli. Ha detto chiaramente che Calabresi, nella stanza da cui l'anarchico precipitò, non c'era. E almeno di questo, io sono molto soddisfatto". Così parla Achille Serra, ex questore di Milano e grande amico del commissario Calabresi. C'era anche lui, Serra, ieri sera al Nazionale a vedere la prima di &laqno;Marino libero! Marino è innocente!». E ha apprezzato, oltre alla bravura di Fo ("È uno dei più grandi attori del mondo") anche il modo con cui, ricostruendo la morte di Pinelli, il premio Nobel ha parlato di Calabresi. "Toni ben diversi da quelli che usò venticinque anni fa, nell'altro suo spettacolo". E cioè "Morte accidentale di un anarchico".

Sulla ricostruzione del processo Sofri, invece, Serra ha più di una perplessità. "Intendiamoci, io non ho niente contro Sofri, e non conosco bene gli atti. Quindi, non do giudizi. Ma non mi convince questa insistenza di Fo sulle presunte contraddizioni di Marino: contraddizioni su particolari di secondaria importanza, raccontati a tanti anni di distanza dai fatti... Soprattutto, Fo non mi è piaciuto quando ha accusato i giudici di avere "dettato" a Marino la sua confessione, di averlo indotto ad accusarsi di un delitto che non ha commesso. Conosco bene Pomarici e Lombardi, i magistrati che condussero l'istruttoria, e sono certo che non avrebbero mai fatto una cosa del genere".

Continua: "Quando Sofri fu arrestato, comandavo la Digos di Milano. Ma l'operazione la fecero i carabinieri. Io, quindi, questo processo non lo conosco. E quindi, ripeto, non mi permetto di giudicare Sofri. Però neppure Fo lo può fare. In un Paese democratico, le sentenze le emettono i magistrati". I quali, secondo lei, sono infallibili? "Non dico questo. Ma, vede, in questo spettacolo Fo avanza l'ipotesi del complotto contro Sofri. Io so benissimo che i complotti esistono. Ma vengono orditi da un gruppo ristretto di persone. In questa vicenda, dovremmo pensare che sono tutti d'accordo: i carabinieri, la Procura, l'Ufficio istruzione del tribunale, tutti i giudici... compresi quelli popolari! Mi pare che un complotto del genere sia impossibile".