Per Sofri, Bompressi e Pietrostefani



 

Gli aggiornamenti del 1997

30 dicembre 1997
L'incontrovertibile depistaggio è raccontato da Guido Viale sul Manifesto: una sintesi di alcuni argomenti dell'istanza di revisione.

28 dicembre 1997
Repubblica intervista Carlo Ginzburg sulle dichiarazioni di Antonio Allegra, ex vicequestore di Milano.

23 dicembre 1997
"Il Natale rubato ai detenuti"
: il racconto di natale del carcere di Don Bosco, di Adriano Sofri, da Repubblica.
Il comunicato dei detenuti di Pisa, che protestano contro lo scopero del loro direttore e le sue conseguenze sul natale in carcere.

19 dicembre 1997
"I silenzi di Allegra"
: Giuseppe D'Avanzo su Repubblica.
Gianantonio Stella intervista Ovidio Bompressi sul Corriere della Sera, a proposito della nuova testimonianza.

18 dicembre 1997
Rossana Rossanda commenta sul Manifesto la richiesta di revisione del processo.

17 dicembre 1997
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro l'archiviazione del procedimento nei confronti del giudice Della Torre. Restano senza seguito le diffuse denunce dei giurati popolari dell'ultimo processo d'appello.
L'iter della domanda di revisione, da Repubblica.
Le considerazioni di Adriano Sofri all'indomani della richiesta di revisione, in un'intervista alla Stampa.
L'Avvocato, il Delitto, i Condannati, La Verità: l'incipit della ricostruzione di Enrico Deaglio su di questa settimana.

16 dicembre 1997
Luciano Gnappi, testimone che riconobbe l'assassino del commissario Calabresi, intervistato da Repubblica.

15 dicembre 1997
Presentata la richiesta di revisione del processo a Sofri, Bompressi e Pietrostefani: alcuni dei suoi argomenti.
Aperto il per intervenire sull'istanza di revisione. Commenti, domande, impressioni.

13 dicembre 1997 dal Manifesto
I dubbi di "Amnesty" sulla sentenza Calabresi
Secondo Amnesty International ci sono "gravi dubbi sull'equità del procedimento giudiziario" conclusosi con la condanna di Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani per l'omicidio del commissario Calabresi. La presa di posizione dell'associazione arriva alla vigilia della richiesta di revisione del processo (l'istanza sarà depositata lunedì dall'avvocato Alessandro Gamberini). Il verdetto di colpevolezza, scrive Amnesty, dipende in larga misura "dalla testimonianza non suffragata da prove" resa da un pentito la cui deposizione è risultata contenere "contraddizioni e incoerenze". Solleva dubbi, inoltre, la distruzione e la scomparsa di corpi di reato fondamentali, avvenuta in un caso (l'auto del delitto) cinque mesi dopo l'arresto di Sofri, Bompressi e Pietrostefani. Amnesty considera i tre "prigionieri politici" e ricorda d'aver già criticato la tortuosità dell'iter processuale. Lunedì si conosceranno i "nuovi elementi" addotti dalla difesa per chiedere la revisione del processo. A decidere se accogliere o respingere l'istanza sarà la Corte d'appello di Milano.
"Non ho letto gli atti"
È in libreria "Sentenze" (Sellerio Editore), le sentenze del 1992 e del 1997 e gli atti dell'inchiesta contro il giudice Della Torre, commentati da Adriano Sofri.

10 dicembre 1997 da Repubblica
Cappotti ai detenuti è l'operazione Sofri
La soddisfazione sarebbe poter sbirciare venerdì mattina durante l'ora d' aria nel cortile del carcere Don Bosco di Pisa. Vedremmo figure strane, quasi impacciate, attente nel mettersi a sedere e nello stare appoggiate alle pareti, le mani pigiate nelle tasche e i baveri alzati. Quel giorno i detenuti riusciranno, finalmente, ad indossare un cappotto. E ad avere un po' di caldo dopo tanto freddo. I cappotti arriveranno fra domani e dopo al carcere Don Bosco con un camioncino. Saranno almeno trecento, il biglietto in natura pagato per la festa molto particolare organizzata ieri sera a Villa Castelletti da Liberi Liberi, i comitati per Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani condannati per l'omicidio Calabresi. Quella del cappotto è stata una delle battaglie di Sofri in questi mesi di detenzione. Nelle sue rubriche l'ex leader di Lc aveva spiegato come i meticolosi dettagli dei regolamenti penitenziari vietano i soprabiti. Nelle fodere si può sempre nascondere qualcosa. Potendo indossare solo maglioni, si capisce bene perché anche l'ora d'aria diventa, in carcere, un martirio. La regola è stata modificata e in seguito a domandina si può, adesso, tenere il cappotto. Il problema però è che non tutti se lo possono permettere. Da qui l'idea della festa, di un cappotto al posto del biglietto. Bruno Corà, direttore del museo Pecci di Prato ha consegnato all'ingresso lo spigato che indossa ogni giorno. Antonio Tabucchi ne ha fatto arrivare uno dei suoi preferiti tramite il figlio.

6 dicembre 1997
"Buca delle lettere": le lettere dei detenuti a Sofri, Bompressi e Pietrostefani, pubblicate da Una Città e recensite dal Manifesto.

3 dicembre 1997
"The leaning tower of justice": Il caso Sofri, Bompressi e Pietrostefani raccontato agli inglesi dal Guardian.

27 novembre 1997
"Quanto durano trent'anni": Adriano Sofri sul trentennale del Sessantotto. Da Repubblica.

25 novembre 1997
dal Corriere della Sera

CONTRO IL NOBEL A FO "INVIATE FAX A STOCCOLMA"
Una valanga di fax all'Accademia Reale di Svezia per protestare contro l'&laqno;indegno» premio Nobel a Dario Fo: è questo uno degli scopi della mobilitazione lanciata da Studi cattolici, il cui direttore, Cesare Cavalleri, membro dell'Opus Dei, si dice &laqno;indignato» per l'impegno di Fo a favore di Sofri. Cavalleri scrive che l'attore alimentò &laqno;il clima di odio» nei confronti di Calabresi e rientra nel &laqno;cerchio allargato dei mandanti morali dell'omicidio del commisssario». Replica Fo: &laqno;Questi reazionari sono male informati. Non ho addossato responsabilità specifica a Calabresi nella morte di Pinelli».

22 novembre 1997
"Cari di Boxer"
: Luca Sofri sul settimanale Boxer.

19 novembre 1997 300 giorni di carcere
"I nodi del diritto oltre il caso Sofri", Antonio Minisola di Magistratura democratica discute la sentenza, da la Nuova Sardegna del 13 novembre.
Online, con gli altri materiali processuali, anche la sentenza del processo di primo grado (1990).

16 novembre 1997
"Il romanziere Raboni": Gianni D'Elia risponde sul Manifesto all'articolo di Giovanni Raboni pubblicato da Sette.

15 novembre 1997
Da Boxer: Vincino è stato "a Pisa a trovare Adriano".

12 novembre 1997
""
: Leonardo Marino intervistato da Famiglia Cristiana.

11 novembre 1997
da Repubblica.It
Sofri: non rifaremo lo sciopero della fame per la revisione del processo
Sulla richiesta di revisione del processo che si è concluso con la sentenza di condanna in Cassazione per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi, non peserà "nessuna forma di pressione" da parte di Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani. "Ci guarderemo bene da fare uno sciopero della fame perchè sia accolta la domanda di revisione del processo, che deve essere accolta per ragioni assolutamente legittime". Lo sostiene Adriano Sofri nella sua prima intervista dopo la sospensione dello sciopero della fame dei tre detenuti in adesione alla protesta nata a Rebibbia per chiedere migliori condizioni di vita nel carcere. L'intervista è stata concessa da Adriano Sofri all'emittente televisiva pisana "Canale 50".

10 novembre 1997
La fine del digiuno di Sofri, Bompressi e Pietrostefani segnalata da Repubblica.
"Perchè è un diritto rifare il processo": il sottosegretario alla Giustizia Franco Corleone scrive al Tirreno.

9 novembre 1997
Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi sospendono il digiuno di protesta contro le condizioni carcerarie italiane. Dal Manifesto, un'intervista a Ovidio Bompressi e un articolo del Sottosegretario alla Giustizia Franco Corleone.

31 ottobre 1997 tredicesimo giorno di digiuno
La presentazione al Capo dello Stato delle centosessantamila firme di persone che chiedevano il suo intervento, nella cronaca del Manifesto. Dal Corriere della Sera, Marco Pannella sul digiuno di Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani e la lettera del senatore Elvio Fassone. Il Messaggero intervista Adriano Sofri.

La pagina sul caso Sofri sul sito del Tirreno.
"Caso Sofri: si cerca la strada parlamentare": Anna Lisa Usai riferisce su Repubblica.It.

30 ottobre 1997
"Il caso Scalfaro"
: il giuristaLuigi Ferrajoli commenta la lettera del Capo dello Stato.
Il Messaggero intervista Luca Sofri sul digiuno di suo padre.
Daniel Cohn-Bendit su Repubblica: "I politici facciano qualcosa"

29 ottobre 1997
Dopo la lettera di Scalfaro: ancora reazioni, il commento sul Manifesto di Rossana Rossanda, quelli, opposti, di Enrico Deaglio e Carol Tarantelli, dal Corriere della Sera. Adriano Sofri è intervistato da Repubblica, che ospita anche un articolo di Giuseppe D'Avanzo. La Stampa pubblica un'intervista con Dario Fo.

28 ottobre 1997
"Questo discorso vale anche - malgrado i tratti particolari che lo contraddistinguono, a cominciare da un'espiazione iniziata a tanta distanza di tempo dai fatti addebitati - per il caso Sofri, Pietrostefani e Bompressi, in favore dei quali, come ho già accennato, ricevo numerosi appelli"
: dalla Bulgaria, il Presidente Scalfaro manda una lettera ai presidenti delle camere, su indulto e grazia. Le reazioni e la risposta di Adriano Sofri diffusa dall'Ansa.

27 ottobre 1997
Il giudice D'Ambrosio smentisce le dichiarazioni riportate da Repubblica.
Dario Fo visita il carcere di Pisa.

25 ottobre 1997
Pierluigi Sullo del Manifesto incontra a Pisa Tre uomini in carcere. Stefano Anastasia riflette sulla protesta nelle carceri e Stefano Borraccetti, segretario di Magistratura Democratica, sulla legislazione sui pentiti.
Su Repubblica il giudice D'Ambrosio fa avventate dichiarazioni non solo sulle dichiarazioni di Leonardo Marino, ma anche sul significato e l'uso della grazia presidenziale.

24 ottobre 1997
Il responsabile giustizia del PDS Pietro Folena e la Vicepresidente del Senato, Ersilia Salvato intervistati da Repubblica e Manifesto, sostengono le ragioni della grazia a Sofri, Bompressi e Pietrostefani.

23 ottobre 1997
"Caro Presidente": la lettera di Rossana Rossanda al capo dello Stato.
Si allarga la protesta nelle carceri: dal Corriere della Sera.

21 ottobre 1997
Attraverso una lettera di Adriano Sofri pubblicata dal Foglio, venti detenuti del carcere di Pisa annunciano di essersi associati allo sciopero della fame iniziato nel carcere di Rebibbia per chiedere il miglioramento delle condizioni carcerarie.

16 ottobre 1997, dal Manifesto
Il legale di Sofri: "Inchiesta schiava del verosimile"
L'istanza di revisione del processo Calabresi sarà presentata entro la fine di novembre. La sta preparando l'avvocato Alessandro Gamberini che ieri è intervenuto nella polemica tra Dario Fo e Saverio Borrelli. "Non ho l'ingenuità di un premio Nobel, so che la revisione del processo deve essere chiesta dalla difesa e non dall'accusa. Non mi aspetto che Borrelli sia un mio alleato. Vorrei però che l'accusa fosse un leale contraddittore. Nel processo Calabresi la procura della repubblica di Milano non lo è stata".
Per replicare a Fo Borrelli ha usato più volte questo argomento: la sentenza che ha condannato Sofri, Bompressi e Pietrostefani "è passata al vaglio di più collegi giudicanti, e alcuni nemmeno lontanamente sospettabili di preconcetti contro la sinistra di quegli anni". Qui, obietta Gamberini, non si tratta di essere di destra o di sinistra. Il vizio d'origine, che ha inficiato tutta l'inchiesta, è che la procura "ha costretto a viva forza il verosimile a diventare uguale al vero, infischiandosene delle prove e dei riscontri". Il verosimile, e cioè che poteva essere stata Lotta continua ad uccidere il commissario Calabresi, ha agito come preconcetto. I "colpevoli" erano già stati individuati, bisognava solo trovare qualcosa o qualcuno che adeguasse il verosimile al vero. (Forse l'avvocato Gamberini non lo sa, ma il primo a mettere in guardia contro il verosimile nemico del vero fu Alex Langer, con un articolo pubblicato su il manifesto.) "Tutte le cadenze temporali di questa storia, prima ancora dell'entrata in scena di Leonardo Marino, lo dimostrano". Il "pentito" è servito alla procura a "riempire un vaso che si pensava già pieno".
Non si spiegano altrimenti "leggerezze" (vogliamo chiamarle cosi?) come la scomparsa o la distruzione dei corpi di reato dopo gli arresti dell'88. Eppure, di fronte a Marino che raccontava un agguato per molti aspetti diverso da quello visto dai testimoni oculari la prima cautela degli inquirenti doveva essere quella di mettere al sicuro l'auto, i proiettili. Borrelli, che dice d'aver condiviso "tutte le scelte" del pm Pomarici, pensa dunque che la scomparsa dei corpi di reato faccia parte di un giusto processo? E perché Borrelli, facendo torto all'intelligenza e al senso del ridicolo, "non ha mai preso le distanze dalla versione dei carabinieri sui loro rapporti con Marino, prima che quest'ultimo comparisse davanti a un pm?".
Gamberini non anticipa su quali "elementi nuovi" fonderà la sua istanza di revisione del processo. "Posso solo dire che in trent'anni di carriera di atti ne ho letti a bizzeffe, mai mi era capitato di trovare tanti travisamenti, tante trascuratezze e devastanti illogicità. Basterebbero quelle per esigere la revisione". Ottenerla dalla corte d'appello di Milano, "dove non godiamo di buona stampa", non sarà facile. Comunque, "venderemo cara la pelle".

15 ottobre 1997
Caro Dario
. Dal manifesto, la lunga lettera di Adriano Sofri a dario Fo. E le reazioni dei procuratori Spataro e Borrelli, da Repubblica.

14 ottobre 1997
Manuela Cartosio racconta sul Manifesto l'assemblea nel carcere di Pisa con alessandro margara e Giuliano Pisapia: "Può migliorare, il carcere?"

13 ottobre 1997
E' morto Monsignor Di Liegro: poche settimana fa indirizzò una lettera a Sofri, Bompressi e Pietrostefani.

11 ottobre 1997
"Vite parallele": dal Corriere della sera, Francesco Merlo su Dario Fo e Adriano Sofri.

9 ottobre 1997
Dario Fo
dedica a Sofri, Bompressi e Pietrostefani il suo primo impegno da premio Nobel 1997 per la Letteratura.
Il 25 ottobre a Roma "Tempo Scaduto", giornata per Sofri, Bompressi e Pietrostefani.

8 ottobre 1997
Diecimila visitatori
in otto mesi di Liberi Liberi sul web.

3 ottobre 1997
da Repubblica
Fiaccolata per la grazia: "Ora scarcerateli"

ROMA - Alcune centinaia di persone hanno partecipato ieri a Roma alla manifestazione promossa dal Comitato "Liberi Liberi" che chiede la scarcerazione di Sofri, Bompressi e Pietrostefani. I manifestanti si sono poi diretti verso il Senato e il ministero della Giustizia. Tra i presenti, gli scrittori Lidia Ravera e Erri De Luca, l'architetto Bruno Zevi, e poi molti uomini politici: Luigi Manconi, Giovanna Melandri, Franco Russo Spena, Marcello Pera. "Un processo basato sulle dichiarazioni di un pentito", afferma Pera, "e su quell'articolo 192 che consente di dare valore alle testimonianze incrociate dei collaboratori di giustizia".

L'intervento di Gianni Sofri all'assemblea congressuale del PDS di Bologna: "E non ho altre cose da dirvi, per finire, se non ricordarvi le parole con cui, invitata al vostro ultimo congresso nazionale a Roma, Elvira Sellerio concluse il suo commosso intervento: 'Prendete questo problema, vi prego, nelle vostre mani'."

Dal sito web di Famiglia Cristiana, le interviste di luglio a e .

2 ottobre 1997
"Contro chi ha truccato le carte": intervista ad Adriano Sofri di Giuseppe D'Avanzo.
"In questo caso c'erano le persone più malintenzionate di questo mondo": Adriano Sofri e Jacqueline Risset sul Manifesto.
Tradotto in francese "Il giudice e lo storico" (dal Manifesto).

1 ottobre 1997
Il foglio
ospita la lettera di Iuri Maria Prado:
"'Ora ti conduco nel luogo in cui dimorerai. Nessuno verrà a vedere se ti piace la casa, nessuno aprirà la porta: la morte ne ha le chiavi. Nessuno scenderà da te perché presto sarai orribile a vedersi. Perché presto la tua testa sarà privata dei capelli, e la bellezza dei capelli si spegnerà'.
Il sepolcro in cui vivono i morti, quello. Poi c'è il sepolcro in cui si entra vivi, e in cui i vivi muoiono. Se qualcuno sente Adriano Sofri gli dica di star sicuro: il carcere non ci sarà più. Noi aboliremo il carcere. Noi lo aboliremo. Lo aboliremo. Vedrà."

30 settembre 1997
La piccola posta di Adriano Sofri del 30 settembre, poi ripresa da Beniamino Placido e Vittorio Sgarbi.

25 settembre 1997
"Sofri & C.: siamo pronti al digiuno a oltranza", di Claudia Fusani, da Repubblica.
Il sito di Repubblica riapre la discussione sulla condanna di Sofri, Bompressi e Pietrostefani con e .

24 settembre 1997
Giuliano Ferrara sul Foglio invita Silvio Berlusconi e Massimo D'Alema a preoccuparsi del caso Sofri, Bompressi e Pietrostefani.

26 agosto 1997
"Arrivano già le commissioni per i numeri speciali dell' anno prossimo, dedicati ai trent' anni dal Sessantotto." La Marianna di Wojtila, di Adriano Sofri, da Repubblica.

Il 5 settembre, col patrocinio della Regione Toscana, si svolgerà un concerto della Camerata Musicale Fiesolana all'interno del carcere di Pisa. "Per i detenuti, con i detenuti" è organizzato da Liberi Liberi in collaborazione con l'Arci.

4 agosto 1997
Sulle condanne per l'omicidio Calabresi, interviene Giovanni Aliquò, Vice Questore della Polizia di Stato, Segretario Nazionale dell'Associazione Funzionari di Polizia. Il suo articolo ripreso da . Dal mensile Forze Civili è tratto anche l'articolo del professor Marco Fossati, ex militante di Lotta Continua.

21 luglio 1997
La festa de l'Unità di Montecchio, in collaborazione con Liberi Liberi, è finita con un sacco di gente, molte e varie iniziative, testimonianze di Sergio Staino, Paolo Hendel, Roberto Vecchioni, Michele serra, Francesco Guccini, Cesare salvi, Marco Boato, Paolo Belli, Massimo D'Alema, Sandra Bonsanti, Vincino, Ellekappa, David Riondino, Luigi Manconi, Sabina Guzzanti, Mario Zucca, la Bandabardò, Tony e i Volumi, Germano Nicolini, Emanuele Macaluso, Altan.
"L'anno prossimo con Sofri, Bompressi e Pietrostefani", ha concluso Mario Bernabei, ideatore delle feste di Cuore e di questa.

D'Alema, una firma per Sofri, da Repubblica.
Massimo D'Alema intende firmare la lettera aperta a Scalfaro affinchè sia concessa la grazia ad Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani. Arrivando alla Festa dell'Unità a Montecchio, uno dei membri del comitato "Liberi liberi" (che chiede la scarcerazione dei tre ex dirigenti di Lotta Continua accusati dell'omicidio Calabresi) ha portato il segretario del Pds davanti al modello a grandezza naturale della cella dove è rinchiuso Sofri, e gli ha chiesto di firmare l'appello. D'Alema, vista la ressa dei fotografi ha detto: "Entrerei volentieri, ma firmerò dopo". Il suo staff gli ha sconsigliato di farsi fotografare mentre firmava dentro una cella, anche se finta. Più tardi ha incontrato il figlio di Sofri, Luca. "Conosco tuo padre - gli ha detto - da molti anni, dal 1968. Siamo anche stati processati insieme, in corte d'appello, per una manifestazione alla stazione". Era un sit-in? ha chiesto Luca Sofri. "Beh, non proprio". Di lui comunque, ha aggiunto D'Alema, "ho un buon ricordo, anche di battaglie, ma un buon ricordo".

17 luglio 1997
L'indulto al Sessantotto
, di Michele Serra, da Repubblica.

8 luglio 1997
Dalle colonne di Repubblica, la risposta di Adriano Sofri all'articolo di Giorgio Bocca sull'indulto.

6 luglio 1997
Gli Intoccabili
: dal Manifesto, il commento di Manuela Cartosio all'archiviazione dell'inchiesta contro il giudice Della Torre.

29 giugno 1997
Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani hanno interrotto dopo tre settimane il digiuno intrapreso per segnalare le drammatiche condizioni delle carceri italiane.

27 giugno 1997
Il Gip di Brescia, Anna Di Martino, ha accolto la richiesta del Pm Fabio Salamone e disposto l'archiviazione del procedimento contro il giudice Della Torre. Da Repubblica, le sue sconcertanti conclusioni ("secondo il giudice, Sofri non avrebbe avuto titolo di ricorrere contro la richiesta di archiviazione del pm perchè nel reato di abuso di ufficio l'unica persona offesa è la pubblica amministrazione, non il denunciante. L'inchiesta, poi, non avrebbe dovuto neppure nascere perchè gli estremi dell'ipotesi di abuso scattano, secondo Di Martino, solo quando il pubblico ufficiale "si muova per cagionare danni o procurare vantaggi ingiusti" a terze persone e questi moventi non erano ipotizzati neppure negli esposti di Sofri.")

26 giugno 1997
La prima parte di "A doppia mandata", riflessioni sul carcere scritte da Adriano Sofri. In uscita per Stampa Alternativa.

25 giugno 1997
"Il silenzio degli innocenti": perché il processo Calabresi va riaperto secondo Enrico Deaglio. Da Diario.
La risposta di Adriano Sofri al messaggio di Giuliano Pisapia. Dal Foglio.

24 giugno 1997
"
La giustizia? Una lotteria": l'intervista di Adriano Sofri a La Stampa
"Ai detenuti in sciopero della fame": la lettera di Giuliano Pisapia, presidente commissione giustizia della Camera. Dal Manifesto.

Quattro articoli, 10 giugno 1997
Dal numero di giugno di Una Città, le considerazioni degli avvocati Gaetano Pecorella, Alessandro Gamberini, Paolo Angelo Sodani e dello storico Adriano Prosperi.

5 giugno 1997
La visita di trenta cittadini di Sarajevo ad Adriano Sofri in carcere.

4 giugno 1997
Raccolte seimila firme durante il suo tour, Jovanotti ringrazia Liberi Liberi sul web. Grazie a lui.