Sullo spettacolo di Dario Fo

Fra il pubblico anche Ricky Gianco, Umberto Gay, Zuzzurro, Bruno Brancher

Vecchioni: è scientifico. Minà: ma non convincerà i giudici


Francesco Battistini, Corriere della sera, 17 marzo 1998

MILANO - Passi per i magistrati assenti giustificati, che qualche buontempone dice di avere invitato alcuni giorni fa. Ma l'intellighenzia dov'è?

Butta lì l'attore comico Zuzzurro (presente in sala con il compagno d'arte Gaspare): "Avranno avuto di meglio da fare. Certo, mi piacerebbe che ci fosse più gente, in Italia, a spiegare la giustizia come fa Dario".

E a proposito di sussurri: non è che c'entri - è l'opinione del foyer durante l'intervallo - quel premio Nobel che è andato di traverso a troppi? Sta di fatto che il "tutto esaurito", al Teatro Nazionale, non riguarda certo i nomi che contano. Tanto che le facce conosciute latitano, e a molti questa sembra una battaglia già perduta.

C'è un Gianni Minà perplesso, nelle prime file: "Sì, purtroppo anch'io mi aspetto che non accada nulla, sotto il profilo giudiziario. E questo mi indigna come cittadino italiano".

Poltronissima per Roberto Vecchioni. "Sarebbe stato strano non esserci - dice -. Dal punto di vista politico-giudiziario, per Adriano Sofri non mi aspetto molto. Vedo nel Paese un retrogusto americano, in questo piacere di colpire i presunti colpevoli. Ma questa è una grande gigionata di Dario, una grande gigionata che nel suo teatro significa grande arte. È uno spettacolo scientifico, straordinario, con una cura dei particolari e uno studio delle carte che non mi aspettavo".

Ecco lo scrittore (ex) galeotto Bruno Brancher, il segretario Pds milanese Alex Iriondo, il rifondazionista Umberto Gay, qualche esponente dei Verdi. In biglietteria è segnato un invito a nome di Sergio Scalpelli, assessore ai giovani della giunta Albertini, ma nessuno l'ha visto arrivare in teatro.

In platea c'è Ricky Gianco, che commenta: "Là dietro c'è anche Achille Serra. Va beh, fa niente. È una bella serata lo stesso".