L'unico, vero crimine di Sofri
di Paolo Hendel

 

Cerchiamo di riassumere i fatti principali di questa vicenda.

 

2 febbraio 1942. Reparto maternità dell'ospedale di Trieste. La signora Sofri è in sala parto in attesa della nascita del figlio Adriano, assistita da un'ostetrica e da un medico chirurgo. D'un tratto arriva la sconvolgente notizia: qualcuno s'è fregato il motorino del chirurgo parcheggiato davanti all'ospedale.

In seguito a una soffiata dell'ostetrica, pentita, Adriano Sofri, appena nato, viene messo sotto processo come il mandante del furto, insieme al futuro compagno di giuochi Giorgio Pietrostefani, che qualcosa ci deve entrare per forza anche lui. Esecutore materiale, Ovidio Bompressi, che nascerà qualche anno dopo.

I tre si professano innocenti, e pertanto vengono ritenuti colpevoli. La mancanza di riscontri e di prove a loro carico viene considerata un'aggravante. Data la tenera età, vengono condannati a 10 anni di galera.

Il 15 novembre 1952. In una classe della scuola elementare "Matteotti" uno scolaro rompe in un pianto disperato: qualcuno ha scassinato il suo panierino e gli ha fregato il panino con la mortadella. Il bidello, messo alle strette, si pente, e fa il nome del piccolo Adriano, iscritto alla stessa scuola ma quel giorno assente per malattia. L'alibi precostituito della malattia è un segno preciso della colpevolezza del Sofri.

A seguito di una perquisizione tempestivamente ordinata dall'autorità giudiziaria, nella cartella di Adriano viene rinvenuto un foglietto scritto di suo pugno, e dai piccoli Pietrostefani e Bompressi sottoscritto, contenente un pensierino contro la fame nel mondo.

E' il tassello mancante. Le indagini della magistratura vanno avanti e alla fine, come sempre, la verità trionfa e si delinea un quadro completo delle responsabilità del triocriminale. La lista è lunga.

1799, Luigia Pallavicini cade da cavallo. "Fu Sofri a dirmi di farla cadere!", confessa tra le lacrime il cavallo pentito.

28 dicembre 1908, terremoto di Messina. Decimo grado della scala Mercalli. Mercalli Giuseppe, pentitosi, fa il nome di Sofri, Pietrostefani e Bompressi. "Mi hanno mandato loro!", confessa al magistrato. "Dove?". "A cagare!", risponde il Mercalli ridendosela come un cretino.

1966, alluvione di Firenze: pochi attimi prima del drammatico evento, mentre l'acqua del fiume, arrivata ormai al limite massimo, sfiorava le sponde, da più di un testimone furono visti il Sofri, il Pietrostefani e il Bompressifare pipì in Arno.

Intanto Sofri, accusato nel frattempo di essere anche il mandante morale delle Guerre Puniche, vistosi alle strette, seguita a professarsi innocente e così facendo conferma per intero le sue colpe: fu lui a causare la caduta dell'Impero Romano d'Occidente e d'Oriente; fu sempre lui a sgonfiare le ruote della 600 di mio zio nel 1953; sua fu infine la responsabilità morale e civile dell'estinzione dei dinosauri sulla terra, come ha poi confessato un ominide dell'era neozoica, all'epoca complice del Sofri e primo pentito della storia dell'umanità.

Concludendo, vogliamo qui notare un fatto curioso e cioè che il Sofri non sia mai stato processato per l'unico vero crimine da lui commesso: quello di essere grande amico di Giuliano Ferrara.